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Si dice che la formazione del carattere sia il compito più importante mai affidato agli esseri umani. Nell’ora che segue esploreremo sia il nostro privilegio sia la nostra responsabilità nell’assomigliare caratterialmente a Cristo. State con noi in questo momento importante per il rinnovamento personale in cui il pastore Stephen Wallace ci porterà “Di gloria in gloria”.

Buona sera, buona sera, ben tornati. Che bello avervi tutti qui mentre continuiamo il nostro seminario, il nostro seminario di ravvivamento, intitolato “Di gloria in gloria” un seminario sui principi dello sviluppo del carattere cristiano. Stiamo studiando diligentemente insieme l’opera più importante mai affidata agli esseri umani. E qual è? La formazione del carattere. Se non sapete rispondere a questa domanda ora, siete nei guai. Sapete ripetere a memoria l’affermazione principale che abbiamo lanciato e che continuiamo a ripetere? Principi di Educazione Cristiana pag 128? Cercate di dirla con me a memoria, ok? Vedo che state velocemente aprendo i libri, quindi potete anche guardare il foglio qui. Principi di Educazione cristiana, pagina 128, proviamo, ecco: “La formazione del carattere è l’opera più importante che sia mai stata affidata agli esseri umani e in nessun tempo il suo attento studio è stato così importante come oggi”. Perché è così importante oggi? Perché il re verrà presto. Oh, io ci credo, amici miei, con tutto il cuore.

E ora abbiamo molto da fare, e poco tempo per farlo. E qual è il nostro compito? È duplice. Dobbiamo portare il vangelo a ogni nazione, popolo e lingua e dobbiamo preparare le nostre vite (Eb 12:14).

Ma per favore sappiate che avere successo in entrambi questi compiti dipende da una e una sola cosa, che è la formazione di un carattere come quello di Cristo. Poiché solo con un carattere come quello di Cristo possiamo essere efficaci testimoni del Re o cittadini adatti al Regno. E siccome il Re arriverà presto, amici miei, insisto che non c’è argomento più importante da studiare con attenzione di quello che stiamo analizzando sera dopo sera. E vi ringrazio per aver voglia di investire questo tipo di tempo in questo studio. La mia preghierà è che porti frutti eterni per voi, e che sia una benedizione personale enorme. E che questo accada se studiate la Parola di Dio con me sotto l’infliuenza e la guida e la direzione dello Spirito Santo. Questo è l’unico modo per cui lo studio della Parola di Dio possa essere una benedizione. E l’unico modo in cui possa essere un canale della benedizione di Dio è se Lui… se Lui accondiscende a usarmi e a parlare attraverso di me, al posto suo. E vi chiedo di pregare che lo faccia stasera, e vi inviterei a pregare per voi stessi. Iniziamo, come al solito, in ginocchio, per alcuni momenti di preghiera silenziosa.

Dio Padre, nel nome di Gesù, Signore nostra Giustizia, veniamo alla Tua presenza stasera, prima di tutto per ringraziarti per il privilegio di poterTi chiamare Padre. E’ così bello essere Tuoi figli e Tue figlie. Non apprezziamo questo privilegio come dovremmo, ma quando iniziamo a capire meglio il prezzo pagato, lo apprezziamo ancora di più. Siamo Tuoi figli pagati col sangue. Grazie Padre, grazie Gesù, per aver pagato quel prezzo. E grazie, Padre, che grazie al nostro Fratello Maggiore e per Suo Merito, possiamo venire alla Tua presenza fiduciosi che ci riceverai come hai liberamente e pienamente ricevuto il Tuo Figlio, perché hai scelto di vederci non come siamo, ma come siamo in Lui. Siamo accettati nell’amore e, oh, come questo ci incoraggia e ci da fiducia nell’approcciarci a Te ora e chiederti quello di cui abbiamo bisogno sopra ogni altra cosa, cioè lo Spirito Santo. Per favore, Padre, siamo riuniti qui con lo scopo di studiare la Tua Parola ma non possiamo avere successo in questo per una conoscenza della verità che cambia la vita a meno che lo Spirito della Verità non sia qui con noi. Non solo nella proclamazione della verità, ma nella ricezione di essa, possa essere presente il Tuo Spirito con potenza. E Padre ti chiedo anche di creare per noi qui un santuario spirituale libero dall’interferenza del nemico della verità. Satana sa meglio di chiunque di noi qui stasera quanto il potere della verità ci possa liberare e ecco perché lo teme più di ogni altra cosa. E farà tutto ciò che è in suo potere per allontanarci dall’ascoltarla, dal capirla, dall’apprezzarla, e dall’applicarla alle nostre vite. Ma Padre voglio invocare il sangue di Cristo contro il nemico, e voglio mettere quel sangue sulla porta di questa chiesa e proclamare questo posto come un rifugio sicuro. Manda gli angeli potenti per tenere lontani i poteri del male. E crea per noi qui un santuario spirituale dove, senza interferenza, possiamo ascoltare la verità. Per favore, accogli questa preghiera, perché te la chiedo nel nome di Gesù. Amen.

Avete ricevuto il blocco successivo di materiale, spero. E dobbiamo iniziare stasera da pag. 31, no? Con la lezione 14, intitolata “L’Eterno nostra giustizia” (Ger 23:6) Amo questo nome. E’ uno dei miei nomi preferiti per il nostro Signore e Salvatore, Gesù Cristo. Ed è profondamente significativo come spero riusciremo a scoprire mentre studiamo la Parola di Dio insieme stasera.

Abbiamo notato come ricevendo la doppia dose di grazia che troviamo ai piedi della croce la gloria di Dio, o il suo carattere, possa essere ricreata in noi. Questa doppia dose di grazia è simboleggiata dal sangue e dall’acqua. Siamo giustificati dal sangue. Questo ci dona la base su cui costruire il carattere. Questo è il basamento. E miei cari amici, sappiate che il carattere non può reggere le prove che ci stanno davanti a meno che non sia costruito su un basamento di giustizia per la fede nel sangue di Gesù. Non riesce assolutamente a reggersi. Qualsiasi altro fondamento sarebbe come sabbia che affonda. E anche se siete in grado di costruire un bel sepolcro imbiancato sulla sabbia mobile…ascoltatemi ora! cadde la pioggia, vennero le inondazioni (Mt 7:25) che cosa succede alla formazione del carattere? Crollerà. Ricordate quella canzone che cantavamo nella Scuola del Sabato… sull’uomo saggio e sull’uomo sciocco. Il sangue ci fornisce il fondamento su cui possiamo costruire.

E poi l’acqua ci dona il potere di costruire un carattere conforme alla gloria di Gesù Cristo. L’acqua simboleggia lo Spirito Santo. E quando riceviamo lo Spirito di Cristo, ricordate, ci viene rivelata la giustizia di Cristo, che ci santifica. La giustizia di Cristo ci viene imputata -ecco cosa ci giustifica. Ma quando ci viene rivelata la giustizia di Cristo, ricevendo il Suo Spirito, siamo in grado di essere trasformati… l’uomo interiore dall’interno, “trasformati mediante il rinnovamento delle nostre menti” (Rom 12:2) “trasformati…di gloria in gloria” come recita il testo principale del nsotro seminario, “come per lo Spirito del Signore” (2 Cor 3:18). E di gloria in gloria, è semplicemente un altro modo di dire da un livello della formazione del carattere a un altro. procediamo a costruire il tempio del nostro carattere come la gloria di Dio, per il potere dello Spirito Santo.

Ora, miei cari amici, devo mettervi in guardia a questo punto da una trappola molto molto pericolosa in cui è così facile cadere quando si parla della formazione del carattere. Per favore, state in guardia….per favore ascoltatemi! E ho un peso particolare nel dirvi che dovete esserne consapevoli, perché temo che molti, molti dei miei compagni amati credenti avventisti del Settimo Giorno sono inciampati e caduti in questa trappola. E non oso dire questa cosa per la mia autorità ma la dico per l’autorità del verdetto del testimone verace sulla chiesa della fine dei tempi. Cos’è la trappola? Il nostro primo riferimento nella lezione 14: Signs of the Times (Segni dei tempi) 27 marzo 1893, identifica in modo preciso questa trappola. “Un’esperienza genuina risulterà nella formazione di un carattere come quello di Cristo. Pausa. In cosa risulterà un’esperienza genuina? Nella formazione di un carattere simile a Cristo. Perciò se non c’è nessuna formazione di un carattere simile a Cristo che cosa ci dovrebbe dire sulla nostra esperienza? Che non è genuina. Ci siamo tutti? “Un’esperienza genuina risulterà nella formazione di un carattere come quello di Cristo. Ma, ma…” Ecco la trappola a cui stare attenti. “A meno che non ci sia..” Ci sia cosa? “Una dipendenza oraria da Cristo, che aumenti la conoscenza e i privilegi e porti sicurezza di sè e arroganza. L’anima deve rinunciare a tutti i meriti, e fidarsi pienamente del merito di Colui che è troppo saggio per sbagliare”. Miei cari amici, che cos’è questa trappola mortale in cui è così facile incappare? …mentre cresciamo nella vita santificata, mentre cresciamo di gloria in gloria… Cos’è? È la sicurezza in se stessi e l’arroganza. La fiducia in se stessi e l’arroganza. E miei cari amici, questo è un problema in tutta la storia del cristianesimo.

Paolo, l’apostolo, ne ha parlato spesso, no? Esempio, Galati 5:4: “Voi che cercate di essere giustificati mediante la legge, vi siete separati da Cristo, siete scaduti dalla grazia”. Hanno iniziato per fede, ma mentre crescevano e maturavano e imparavano a camminare sulla strada e a parlare quel linguaggio, hanno iniziato a diventare cosa? Sicuri di sé e arroganti.

E miei cari amici è così facile per noi fare esattamente la stessa cosa. Questa è la tendenza della natura umana, e tutti la condiviamo. E a cosa ci porta? Ci porta a quei disgustosi complessi di superiorità che abbiamo nei nostri cuori. Evidenziati dalle parole del fariseo in Luca 18:11 “Il fariseo, stando in piedi, dentro di sé pregava così: “O Dio ti ringrazio che non sono come gli altri uomini”.

Miei cari amici, per favore sappiate che ce ne sono molti casi persino nella nostra amata chiesa. Signs of the Times, 21 ottobre 1897: “Dio ti ringrazio di non essere come gli altri uomini”. Questa preghiera rappresenta la preghiera di molti”. Wow, avete sentito? Questa preghiera rappresenta la preghiera di quanti? Molti! “Pensano che siccome rispettano i doveri religiosi esternamente allora hanno diritto all’approvazione di Dio. Come il fariseo dicono “Dio ti ringrazio che non sono come gli altri uomini”. Ma sono concentrati su se stessi e autosufficienti… In altre parole, sono caduti in questa trappola mortale, no? Sono caduti in questa trappola mortale. E miei cari amici sapete… più sappiamo su quello che dovremmo fare e non dovremmo fare e più riusciamo a fare in modo che il nostro comportamento sia conforme alla legge scritta e più siamo inclini a cadere in questa trappola. E siamo tutte persone a cui è stata data molta luce e verità. Amen? (Amen). Ci sono state date molta luce e verità, e abbiamo, alcuni consciamente, altri inconsciamente, questo complesso di superiorità.

A causa di tutto ciò che abbiamo in più degli altri pensiamo di essere cosa? Ricchi, arricchiti e di non aver bisogno di nulla. E a proposito, ispirazione, proprio dopo l’affermazione che ho letto citando Apocalisse 3:17: “Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla”. E chi è che dice così? La chiesa laodicea. E che chiesa è la chiesa laodicea? Forza, ammettetelo con me. E’ la chiesa della fine dei tempi. Siamo alla fine dei tempi? Quindi evidentemente è un problema nostro. Lo riconosciamo? Evidentemente siamo caduti in questa trappola.

Signs of times (Segni dei tempi), 9 maggio 1892 “Il grande pericolo delle persone che professano di credere nella verità in questo tempo…” Di chi sta parlando? Di noi. “Il grande pericolo delle persone che professano di credere nella verità in questo tempo è che si sentano in diritto di avere la benedizione di Dio perché hanno fatto questo o quel sacrificio, fatto questa o quella buona azione per il Signore”. Pausa Che cosa ci dona il diritto di avere una benedizione da Dio? La giustizia di Gesù Cristo imputata -ho sentito un “amen”? (Amen) La giustizia rivelata non ci dà dirittto a nulla. Ci dà solo l’idoneità per goderci quello che Cristo ha pagato per noi, amen? Per favore non pensate mai che la vita santificata sia in qualche modo meritoria e che ci dia diritto a qualcosa -non è così. E è la nostra inclinazione a pensarlo che ci fa cadere in questa trappola ed è ciò da cui vi sto mettendo in guardia stasera. Leggendo ancora: “Il grande pericolo delle persone che professano di credere nella verità in questo tempo è che si sentano in diritto di avere la benedizione di Dio perché hanno fatto questo o quel sacrificio, fatto questa o quella buona azione per il Signore”. Immaginate che siccome avete deciso di osservare il Sabato del Signore Dio sia in obbligo verso di voi e che vi siate meritati questa benedizione? Questa è una domanda incredula. “Il sacrificio che avete fatto vi sembra un merito sufficiente per darvi il diritto di avere i ricchi doni di Dio? Se apprezzate il lavoro che Cristo ha preparato per voi vedrete che non c’è nessun merito in voi stessi o nel vostro operato”. Ho sentito un “amen”? (Amen). “Vedrete la vostra condizione perduta e diventerete poveri in spirito. Non c’è che una cosa da fare per i poveri in spirito e è guardare continuamente a” chi? “A Gesù, a credere in Lui, che è stato mandato dal Padre”.

Vedete, amici miei, che c’è una sola cosa che può evitare di farci cadere in questa trappola. Guardare continuamente e dipendere solo dalla giustizia di Gesù Cristo. (Amen). Questo solo vi tiene fuori dalla trappola. Quando iniziamo a togliere gli occhi da Gesù e a guardare a noi stessi, e ammirare il progresso che stiamo compiendo, allora è proprio in quel momento che siamo in guai grossi. Per favore, state in guardia. Romani 3:20 e seguenti: “Nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge, mediante la legge infatti vi è la conoscenza del peccato. Ma ora la giustizia di Dio…”. “la giustizia di…” chi, amici miei? “di Dio”. Che tipo di giustizia è? Inifinita, una giustizia infinita. “Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio… Manifestata dove? Nella persona di Gesù Cristo. Amen? (Amen). “alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo versto tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione, poiché tutti hanno peccato…”. E cosa, miei cari amici? “e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia mediante la redenzione che è in Cristo Gesù”. Capite che tutti noi, indipendentemente da chi siamo, indipendentemente da quanta luce abbiamo avuto, indipendentemente da quanto divinamente abbiamo vissuto, “tutti hanno peccato” cosa? “e sono privi” Perciò tutti noi, per essere giustificati, per soddisfare gli standard inifiniti della legge di Dio, che è necessaria per essere giustificati, dobbiamo avere una giustizia migliore, più grande di quella che potremo mai trovare in noi stessi. Dobbiamo avere la giustizia di Dio e la troviamo solo dove? In Gesù Cristo…in Gesù Cristo…in Gesù Cristo.

Quella piccola espressione: “tutti hanno peccato e sono privi..”. L’abbiamo notato prima ma devo ripeterlo in questo contesto. Il verbo greco che è tradotto con “siamo privi” è un tempo presente attivo. Ricordate che ve l’ho detto prima? Un tempo presente attivo: cos’è un tempo presente attivo? Significa un’azione in atto, continua, qualsiasi sia l’azione. In questo caso l’essere privi. Paolo ci sta letteralmente dicendo che tutti noi abbiamo peccato, abbiamo trasgredito la legge e tutto noi siamo cosa? continuamente privi della gloria di Dio. E ricordate che la gloria di Dio è il Suo carattere (ST 3 settembre 1902par. 6) e che la legge è la trascrizione di ciò {COL 315.1}. Quindi quello che ci sta in realtà dicendo è che abbiamo tutti trasgredito la legge e siamo tutti privi di quella misura infinita. Nessuna meraviglia che dobbiamo dipendere dalla giustizia di qualcun altro. Nessuna meraviglia “Per le azioni della legge nessuna carne sarà giustificata” Capite?

Chi è il solo ad avere una giustizia che possa raggiungere quello standard infinito? Chi è il solo ad avere la giustizia di Dio? Gesù Cristo..Gesù Cristo. Ebrei 1:3 “Egli, che è lo splendore della Sua gloria e l’impronta della Sua essenza…”. Gesù non è privo della gloria, vero? Siamo continuamente privi ma Lui è lo splendore della Sua gloria. C’è una differenza? Sì. Gesù è il riverbero del carattere di Suo Padre. Ha un carattere infinitamente perfetto. Lui è l’unico che non ne è privo. Che cosa siamo tutti noi in confronto a Lui? Ascoltate Mount of Blessings (Monte delle Beatitudini) pag. 49: “La divina bellezza del carattere di Cristo, di cui anche il più nobile e gentile degli uomini è solo un pallido riflesso, era la rappresentazione vivente del carattere della legge di Dio”. Wow! Avete sentito?

Prima di tutto, cos’era il carattere di Cristo? Era una rappresentazione vivente del carattere della legge di Dio. Era una bellezza divina manifestata. Ma per favore notate, che l’uomo più gentile e più nobile in confronto è cosa? In confronto a Cristo cos’è? Un pallido riflesso. Ora, questo è umiliante. I più gentili e nobili tra gli uomini… Ok, chi vuole affermare stasera di rientrare in questo gruppo illustre? Qualcuno? Bene, sono contento che nessuno abbia l’audacia di alzare la mano. Chi potrebbe candidarsi per questo gruppo illustre? …i più nobili e gentili tra gli uomini? Elencatemene alcuni. Enoch, Daniele, Mosè, Giovanni, Elia, sì, sapete…i più famosi, gli uomini più santi del passato. Ma persino in questo gruppo, miei cari amici, persino in questo gruppo sono solo cosa? Un pallido riflesso della bellezza divina del carattere di Gesù Cristo. Nessuna meraviglia, nessuna meraviglia che la vita santificata non sia mai sufficiente per giustificarci. Indipendentemente da quanto saremo santificati, saremo ancora cosa? Saremo privi…saremo ancora privi. Persino Daniele! A proposito, Daniele è l’unico che io sappia, oltre a Gesù Cristo, di cui le Scritture non registrano nessuna colpa, nessun errore. Sarebbe sicuramente un candidato in questo gruppo, degli uomini più nobili e gentili. Ma ancora, rispetto a Cristo, sarebbe cosa? Un pallido riflesso. E’ piuttosto umiliante, vero? Un pallido riflesso.

Ora, rimane solo questo su cui ragionare però. Ricordate le Testimonianze, volume 6, pag. 60? “…la vita di Cristo rivela un carattere infinitamente perfetto”. Ovviamente rispetto al più gentile e nobile tra gli uomini saremo solo un pallido riflesso se paragonati alla luce della gloria del Padre. Il libro della sentinella del mattino, That I May Know Him (Che io Lo possa conoscere) pag. 44: “Il Suo carattere era assolutamente perfetto”. “Assolutamente perfetto”. Ora, miei cari amici, bisogna raggiungere lo standard per essere giustificati, l’infinito standard della legge di Dio. Perciò la sola perfezione del carattere che raggiungerà lo standard è la perfezione infinita del carattere di Gesù Cristo. Ho sentito un “amen”? (Amen). Questo è il solo carattere che raggiungerà lo standard e perciò che ci giustificherà. E cosa, classe? Ci giustificherà. Ma per favore, seguite…per favore, seguite. C’è uno standard che Dio ci richiede, con la Sua grazia, nell’ambito dello sviluppo del carattere. Qual è questo standard? Qual è questo standard?

Ascoltate questa notevole affermazione, che è molto significativa. Testimonies (Testimonianze) vol.2, pag. 549: “Lui è il nostro Modello…”. Di chi stiamo parlando? Di Gesù Cristo. “Lui è un esempio perfetto e santo datoci da imitare. Non possiamo raggiungere il modello”, Avete sentito? Voglio ripeterlo. Noi, cosa? “Non possiamo raggiungere il modello“. Intendo dire, è la sola cosa logica da concludere quando si riconosce che Cristo ha rivelato un carattere infinitamente perfetto. Qualcuno qui si offre di rivelare un carattere infinitamente perfetto? Qualcuno qui si offre per essere la luce della gloria di Dio? Quando anche Adamo senza peccato era l’unico somigliante. Ok, bene. “Non possiamo raggiungere il modello”. E, a proposito, tutti quelli che sono in questa fossa… Ricordate chi è in questa fossa? Gli antinomiani, la gente che opta per la grazia a buon prezzo. A tutti loro piacerà quello che sto dicendo. Sono inclini a dire: “Predica, fratello, amen”. E a proposito, i legalisti qui si inizieranno a sentire a disagio con quello che sto per dire. Ascoltate, devo andare avanti. “Non possiamo raggiungere il modello, e non dovremo ricevere il giudizio di Dio se non riusciamo a copiarlo, e secondo la capacità che Dio ci ha dato, ad assomgliargli”. Ho sentito un “amen”? (Amen). Capite, questo è lo standard che Dio ci ha dato da raggiungere nella formazione del nostro carattere. Ci ha chiesto di assomigliare, al massimo delle nostre capacità a quel modello infinitamente perfetto. Ho sentito un “amen”? (Amen). E’ giusto? Sì. E’ irragionevole? No. Lui vuole che noi, per amore di Cristo, brilliamo più luminosamente possibile, riflettendo la luce del Suo carattere. Ma non si aspetta che brilliamo luminosi come il sole stesso. Si aspetta però che diventiamo lune piene di Gesù. Ho sentito un “amen”? (Amen). Amici miei, voglio ripeterlo. Dio non si aspetta che brilliamo come il sole stesso. Ma si aspetta che brilliamo più luminosi possibile. Si aspetta che siamo, cosa? Lune piene.

Ricordate nel nostro primo studio quando abbiamo guardato il capitolo 60 di Isaia? Gesù è simboleggiato dal sole. La chiesa è simboleggiata da cosa? Dalla Luna. Qual è l’unico modo in cui la luna può splendere? Riflettendo la luce del sole. E noi dobbiamo imparare a brillare “di gloria in gloria”, da una luna crescente a un quarto di luna, “alla gloria” della mezzaluna, “alla gloria “della luna a tre quarti” fino a diventare cosa? Una luna piena. Ma persino la luna piena è cosa? Solo un pallido riflesso della bellezza divina del Sole di giustizia. Ho sentito un “amen”? (Amen). Ma Dio si aspetta che noi, per amore di Cristo, brilliamo luminosi quanto possiamo.. …a seconda di due cose -seguite, per favore, capite questo punto- Tutta la luce che abbiamo e secondo la nostra capacità di riflettere quella luce. Questi sono due aspetti qualificanti. Quali sono le due cose che Dio ci richiede? La luce che abbiamo e la capacità che abbiamo di, cosa? Di riflettere quella luce.

Questo varia da una persona all’altra? Forza, varia? Perché, ovviamente. Quindi Dio ci considera tutti responsabili dello stesso standard? No. Ma ci considera responsabili della luce che abbiamo ricevuto, e dell’abilità di riflettere quella luce. E questo, a proposito, è esattamente il motivo per cui non osiamo andare in giro a giudicare gli altri. Ho sentito un “amen”? (Amen). Poiché abbiamo ricevuto una luce diversa, e abbiamo capacità diverse di camminare in quella luce e riflettere quella luce. E a proposito per favore notate che sia quella luce che quell’abilità sono sempre cosa? In crescita. Amen? Perciò quello che per noi oggi potrebbe essere la perfezione del carattere… E la perfezione del carattere è davvero camminare in tutta la luce che abbiamo, secondo tutte le abilità che abbiamo, riflettendo quella luce. Ma la perfezione del carattere di oggi non sarà sufficiente per quando? Per domani, perché domai riceveremo più luce. E se rifletteremo quella luce, la nostra capacità di riflettere aumenterà. Amen? Quindi cresceremo di cosa? Gloria in gloria. Ma ad ogni stadio possiamo essere una luna piena. Amen? Ha senso questo per voi? Lo stiamo comunicando in modo chiaro? Ad ogni stadio possiamo essere perfetti…ad ogni stadio. Ma la nostra perfezione non è statica, è dinamica. Cresciamo in questa perfezione.

Notate come l’ispirazione ne parla ancora. Review and Herald, 1 novembre 1892: “Coloro che sono in attesa di osservare un cambiamento magico nel loro carattere, senza uno sforzo ben preciso da parte loro, saranno” cosa? “delusi. Con i nostri poteri limitati…”. Per favore notate il linguaggio. “Con i nostri” cosa? “poteri limitati… siamo in grado di essere santi nella nostra sfera come Dio è santo nella Sua sfera. A seconda della nostra abilitù siamo in grado di manifestare verità e amore e eccellenza per il carattere divino, e per questa ragione dobbiamo essere attratti dalla fonte vivente”. E cosa scorre da questa fonte vivente? L’acqua che è cosa? Lo Spirito Santo, che da sola ci può trasfomare di gloria in gloria. Capite come tutto si incastra insieme? “Con i nostri poteri limitati, possiamo essere santi nella nostra sfera come Dio è santo nella Sua sfera”. Una luna piena. Santi nella sfera come Dio, il Sole di Giustizia, è santo nella Sua sfera. Mi seguite? Ma è solo cosa? Un pallido riflesso. Capite come funziona?

Ora, Selected Messages (Messaggi scelti), vol. 3, pag. 195: Ascoltate questa frase notevole, e lasciate che vi umili, cari amici. Stiamo condividendo queste cose perché stiamo cercando di essere sicuri che, grazie alla verità, saremo lontani da questa trappola mortale in cui è così facile che cadiamo, la trappola dell’arroganza. Selected Messages, vol. 3, pag. 195: “Gesù ama i Suoi figli, persino quando errano”. Conosco molte persone che sbagliano a tradurre questo verbo, ma guardate nel vocabolario, è “errare”. “Gesù ama il Suo popolo, persino quando fa degli errori. Tiene gli occhi su di loro, e quando fanno del loro meglio”, quando fanno del loro meglio, cosa fa? “quando fanno del loro meglio, e chiedono aiuto a Dio, state tranquilli che la loro offerta sarà accettata, anche se imperfetta”. Wow, vi sentite umiliati? Quando facciamo del nostro meglio e chiediamo aiuto a Dio,l’offerta sarà comunque, come? Forza, ancora come? Ammettetelo. Sarà ancora imperfetta. E chiunque di voi che sia davvero onesto con se stesso e con Dio sa che è così…sa che è così… il vostro meglio, con la forza di Dio! Stiamo parlando non della nostra forza. Il vostro spirito rafforzato al meglio è comunque come? Imperfetto. Nessuna meraviglia se non possiamo contare su una vita santificata o persino sull’obbedienza rafforzata dallo Spirito per giustificarci. Ci siamo tutti? Siccome persino l’obbedienza rafforzata dallo Spirito della vita più santificata… è ancora come? Forza, ammettetelo! è ancora imperfetta…è ancora imperfetta.

Quindi qual è la soluzione? Frase successiva: “Gesù è perfetto”. Ho sentito un “amen”? (Amen). Forza, tutti devono dire: “Amen”! “Gesù è perfetto”. (Amen) “La giustizia di Dio è imputata a coloro” a chi, classe? Come viene data la giustizia di Cristo? E’ come? Imputata. “La giustizia di Dio è imputata ad essi e Lui dirà Portate via gli abiti sporchi e ricopritelo con un vestito nuovo’. Gesù sistema le nostre mancanze inevitabili”. Oh, che frase significativa! Pensateci con me. Gesù sistema cosa? “Le mancanze inevitabili”. E’ così protettivo. Se capiremo questo, ci aiuterà moltissimo a tenerci fuori da entrambi gli abissi. Forza, pensateci su con me. Come fa questa frase, “le inevitabili mancanze” a tenerci fuori da questo abisso, dalla fossa del legalismo? Quando facciamo del nostro meglio, sono ancora cosa? Mancanze, è ancora qualcosa di imperfetto. “Nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge” (Rom 3:20). La vostra obbedienza santificata, il vostro Spirito rafforzato finirà, cari legalisti, perciò non potrete mai dipendere da questo per giustificarvi. Ci siamo tutti?

Che cosa c’è in questa frase che vi aiuta a stare fuori dall’abisso? Gesù sistema quali mancanze, cari amici antinomiani? Che tipo? “Le mancanze inevitabili”. Gesù sistema quale tipo di mancanze? “Le mancanze inevitabili”. Ora, quali sono le mancanze inevitabili? Ne parleremo. Ma per favore, in questo contesto, riconoscete quanto sia preziosa la verità e fatevi coraggio. Gesù è cosa? Perfetto. In Conflict and Courage (Conflitto e Coraggio), pag.111. Si trova anche in Patriarchi e Profeti, pagina 405, se volete un riferimento più prontamente accessibile. Patriarchi e Profeti, pagina 405: “Il nostro Redentore non dimostrò nessuna debolezza o imperfezione…”. Ho sentito un “amen”? (Amen). Gesù aveva qualche imperfezione? No. Gli mancava qualcosa? No, grazie a Dio. Abbiamo Lui, allora, che è la perfezione assoluta che soddisfa lo standard infinito. Sì, ringraziamo Dio. E ascoltate Review and Herald, 16 giugno 1896: “Attraverso un misterioso piano di redenzione, viene data la grazia, così che l’opera imperfetta dell’uomo possa essere accettata nel nome di Gesù, nostro Avvocato”. Ho sentito un “amen”? (Amen). Questo dovrebbe farvi felici nel cuore, miei cari amici. E se siete davvero onesti con voi stessi, sapete che il vostro meglio finirà e questo dovrebbe farvi felici.

Ma sapete chi non rende felici questo? Non rende felici coloro che sono stati convinti per lungo tempo di avere ciò che richiede la legge, e di essere giusti per conto della propria obbedienza. Non sono felici di questa verità perché lascia la gloria dell’uomo dove? Nella polvere. E il cuore naturalmente orgoglioso non è mai felice del fatto che non può aver nessun credito per stare di diritto davanti a Dio. “Attraverso un misterioso piano di redenzione, viene data la grazia, così che l’opera imperfetta dell’uomo possa essere accettata nel nome di Gesù, nostro Avvocato”. Ringrazio Dio per il nome di Gesù, nostro avvocato. E qual è questo nome? Signore nostra Giustizia. Oh, amo quel nome. Ne parleremo più avanti, resisterò all’idea di passarci ora.

Ebrei, capitolo 13:20. “Ora il Dio della pace che in virtù del sangue del patto eterno ha fato risalire dai morti il Signor nostro Gesù Cristo, il grande Pastore delle pecore, vi perfezioni in ogni buona opera per fare la sua volontà, operando in voi ciò che è gradito davanti a lui per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen”. Come è gradito davanti a lui? Per mezzo di chi? Per mezzo di Gesù Cristo. Ho sentito un “amen”? (Amen). Questo è l’unico modo per essere graditi, o affinchè qualsiasi cosa facciamo sia ben gradita a Dio. E’ come la offriamo a Lui attraverso Gesù Cristo. Ho sentito un “amen”? (Amen). Non ci sono altri modi per essere graditi. Lui dice di voi: “Ecco il mio figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” (Mt 3:17). Solo quando non vede voi, ma vede Lui. E ringraziamo Dio, che è quello che sceglie di fare quando noi siamo dove? In Cristo. Ma se siamo in Cristo, allora Cristo dov’è? In noi. E noi camminiamo alla pienezza della nostra abilità in tutta la luce che brilla su di noi perché amiamo Gesù. Capite come tutto si incastra insieme?

Ora, queste mancanze inevitabili, che cosa sono? Che cosa sono? Stiamo molto attenti a quello che cerchiamo di mettere sotto il titolo di “mancanze inevitabili”, ok? Quando siamo davvero stanchi, e il livello di zuccheri nel sangue è basso, e perdete la pazienza con vostra moglie, è una mancanza inevitabile? No, no, mi spiace ma non lo è. Perché capite, avreste potuto e dovuto dormire di più, e avreste dovuto e potuto mangiare correttamente, e avreste dovuto e potuto, con la grazia di Dio, controllare il vostro carattere. Non è una mancanza inevitabile.

Che cos’è una mancanza inevitaibile? Beh, una mancanza inevitabile è dovuta a due carenze principali. Una è nella nostra comprensione della volontà di Dio, e la seconda è nella nostra capacità di mettere in pratica persino quello che capiamo. Prima di tutto, la nostra mancanza è dovuta a una comprensione inadeguata. Che cosa ci dice Paolo in 1 Cor 13:12? “..Ora vediamo come per mezzo di uno specchio, in modo oscuro” o come si dice nella Diodati “in enimma”. Miei cari amici, per favore cercate di capire che nella nostra condizione rovinata dal peccato, abbiamo delle capacità molto limitate persino di capire quale sia la volontà di Dio per noi. Capite, è uno standard infinito di giustizia e questa mente danneggiata dal peccato non lo comprende appieno, neanche con tutta l’immaginazione possibile. E quindi la nostra comprensione della volontà di Dio viene a mancare, vero? Certo. Ma lodiamo il Signore, che possiamo crescere nella conoscenza della volontà di Dio ogni giorno. Corretto? E il fatto che cresciamo ogni giorno è un’inidicazione chiara che in un momento qualsiasi non la conosciamo tutta. Impariamo sempre di più sulla volontà di Dio mentre cresciamo nella vita santificata.

Ma ricordate, Dio non ci ritiene responsabili di ciò che non conosciamo. Non ci ritiene responsabili di ciò che non conosciamo. E, cari miei, lasciate che qualifichi questo concetto: Quello che avremmo potuto conoscere, che abbiamo cercato diligentemente di capire. Per favore, non prendetevi in giro su questo. Potete essere considerati responsabili di uno standard inferiore, semplicemente lasciando la Bibbia sulla mensola a prendere polvere? E quei libri rossi che prendono polvere sulla mensola? Potete giocare con Dio e dire, nel giorno del giudizio: “Non lo so perché non ho avuto tempo di leggere”. Potete farlo? No, miei cari amici. Per favore sappiate che siamo responsabili davanti a Dio, non solo per quello che sappiamo, ma anche per quello che avremmo potuto sapere se avessimo cercato diligententemente di capire la Sua volontà per noi. Ma anche se avessimo cercato diligentemente di capire la Sua volontà ancora vedremmo attraverso uno specchio, in modo oscuro, quindi questa è una mancanza inevitabile.

Per quanto riguarda il mettere in pratica o attuare quello che capiamo della volontà di Dio, ci sono anche qui delle mancanze, una mancanza inevitabile. Qual è? Lasciate che vi legga una frase notevole, dalla penna dell’ispirazione che la descrive molto bene. Si trova nei Selected Messages (Messaggi scelti), vol. 1, pagina 344. “I servizi religiosi, le preghiere, le lodi, la confessione penitente del peccato salgono dai veri credenti come incenso verso il santuario celeste”. Pausa. Pensateci su con me. Di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando delle azioni di obbedienza e delle buone azioni rafforzate dallo Spirito che i veri credenti offrono a Dio, ok? E nel paragrafo seguente, a proposito, si dice in modo specifico che queste cose sono rafforzate e ispirate dallo Spirito Santo. Torniamo alla frase: “I servizi religiosi, le preghiere, le lodi, la confessione penitente del peccato salgono dai veri credenti come incenso al santuario celeste, ma…”. Ma! Ascoltate: “…Ma passando attraverso i canali corrotti dell’umanità, sono così rovinati che a meno che non vengano purificati dal sangue, non ptoranno mai essere di valore per Dio”. Wow, avete sentito? Le nostre migliori azioni rafforzate dallo Spirito Santo di adorazione e obbedienza, come veri credenti, salgono al cielo così contaminate che a meno che non siano purificate dal sangue, non potranno mai essere di vero valore per Dio. Qual è la causa? “Passando attraverso” cosa? “I canali corrotti dell’umanità”. E’ la nostra condizione di peccatori, decaduta, che causa questo danneggiamento.

E a proposito, per quanto tempo saremo canali corrotti? Fino a che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e questo mortale rivesta immortalità (1 Cor 15:53), miei cari amici. Fino a che avremo questa natura corruttibile saremo canali che rovinano persino ciò che lo Spirito Santo fa attraverso di noi. Capite questo? Non sto inventando nulla, sto solo leggendo. Ascoltate, continuo a leggere: “Essi…”cosa? I servizi religiosi, le preghiere, le lodi, ecc. “Salgono non in purezza senza macchia, e a meno che l’Interecessore che sta alla destra di Dio, presenti e purifichi tutto con la Sua giustizia, non sono accettabili a Dio”. Non sono accettabili. “Tutto l’incenso dei tabernacoli terrestri deve essere bagnato con le gocce purificatrici del sangue di Cristo. Lui tiene davanti al Padre l’incensiere dei Suoi meriti, in cui non c’è traccia di corruzione terrena”. Pausa. Questa frase dice moltissime cose sulla natura umana di Gesù Cristo. Le preghiere di Cristo, la Sua lode salgono al Padre così rovinate che, a meno che non siano purificate dal sangue, non saranno accettate? Oh, miei cari amici, assolutamente, empaticamente, no. Perché? Perché Lui non è lo stesso canale corrotto come noi. Ho sentito un “amen”? (Amen). E lodiamo Dio per questo Lui ha una giustizia che soddisfa lo standard infinito per noi. Ho sentito un “amen”? (Amen).

Lui tiene davanti al Padre l’incensiere dei Suoi meriti, in cui non c’è traccia di corruzione terrena. Lui raccoglie nell’incensiere tutte le preghiere, le lodi, le confessioni del Suo popolo, e su di esse mette la Sua giustizia senza macchia. Poi, poi, profumato dei meriti della propiziazione di Cristo, l’incenso sale davanti a Dio completamente e interamente accettabile. Allora le risposte di grazia saranno ricambiate”. Dico lode a Dio per l’Intercessore! Che cosa dite amici miei? Lodiamo Dio per l’Intercessore! Oh, saremmo in difficoltà senza di Lui. E poi quest’ultimo paragrafo. “Oh, che tutto possa sembrare…” Sta gridando: “Oh, che tutto possa sembrare in obbedienza…” Tutto in cosa, classe? “obbedienza, in penitenza, in lode e ringraziamento, che venga messo sopra al fuoco luminoso della giustizia di Cristo. La fragranza di questa giustizia salga come una nuvola attorno alla sede della misericordia”. Tutta la nostra obbedienza, la nostra obbedienza rafforzata dallo Spirito, motivata dall’amore, come credenti santificati, deve essere messa dove? Sul fuoco brillante della giustizia di Cristo.

Perché? Che cosa fa il fuoco? Purga, purifica. Capite meglio perché la vita santificata non produrrà mai un’obbedienza che possa giustificarvi? Intendo dire che persino l’obbedienza deve essere purificata dal sangue di Cristo, e avere in aggiunta la giustizia di Cristo, prima che sia accettabile come offerta di ringraziamento. E per favore, sappiate che la figura di Cristo come nostro intercessore, la Sua purificazione con il Suo sangue, e con l’aggiunta della giustiza, non viene fatta perché diventi qualcosa di meritato -mille volte no. Viene fatta perché diventi accettabile come offerta di ringraziamento. Ci siamo tutti? Questa purificazione deve essere fatta prima che la nostra obbedienza possa persino essere accettata come offerta di ringraziamento. Capite meglio perché e come è possibile che non abbiamo ciò che ci serve per giustificarci, quando si tratta di obbedienza. Persino l’obbedienza rafforzata dallo Spirito, motivata dall’amore, è priva, no? E’ ancora imperfetta, no? In realtà, nelle parole dell’ispirazione, è così contaminata che essa stessa deve essere purificata dal sangue di Cristo e deve avere la Sua giustizia in aggiunta. Questo è umiliante, no? Ma, cari miei, questo pone le basi della radice della forma più sottile di legalismo che è una piaga nella nostra amata chiesa.

E qual è la forma più sottile di legalismo? Non è il dire: “Io sono giusto grazie solo ai miei sforzi per osservare la legge”. No, no, no, no; non conosco nessun avventista che insegna e crede una cosa del genere. Ma ci sono tanti di noi che sono avvolti da questa sottile e mortale forma di legalismo che dice così: “Oh, io non sono giusto per la mia obbedienza, sono giusto sulla base dello Spirito Santo che obbedisce in e attraverso me”. Miei cari amici, è questa la base per la quale siamo giusti al cospetto di Dio? E’ questa? Forza, è questa? E’ questa l’obbedienza che ci giustifica? Anche l’obbedienza rafforzata dallo Spirito? No. Perché? Perché passando attraverso i canali corrotti dell’umanità viene così danneggiata che a meno che non sia purificata dal sangue, non potrà mai essere accettata da Dio. Ovviamente questo non sarà adeguato per giustificarci. Ho sentito un “amen”? (Amen). E se capite questa verità, starete alla larga da quella trappola mortale da cui sto cercando di mettervi in guardia stasera. Mentre crescete nella vostra vita santificata, ricordate sempre che quando anche farete del vostro meglio, sarà come? imperfetto, privo (Rom 3:23). In realtà sarà così contaminato che sarà accettato da Dio solo dopo essere purificato dal sangue e avere la giustizia dell’Intercessore in aggiunta, solo allora sarà accettabile come offerta di ringraziamento. Ci siamo tutti? E miei cari amici, questo è esattamente il motivo per cui… Ascoltatemi: questo è esattamente il motivo per cui voi né voi né io diventiamo mai santificati al punto da non dover più pregare “nel nome di Gesù, amen”. Mi seguite?

Gesù doveva pregare nel nome di qualcuno quando pregava il Padre? No. C’è una differenza tra Lui e noi? Sì. Lodiamo Dio per questa differenza. Lodiamo Dio che esiste Uno che non è un canale corrotto, che non ha un’obbedienza contaminata, la cui obbedienza non è priva, che ha avuto un’obbedienza assolutamente perfetta, libera da ogni imperfezione umana. Lodiamo Dio che c’è Uno che ha raggiunto lo standard infinito, e lodiamo Dio che l’ha fatto per noi. Ho sentito un “amen”? (Amen). Questa è la nostra giustizia, tenetela d’occhio! E non contate mai o dipendete da ciò che lo Spirito Santo e voi state facendo per farvi ammettere al cospetto di Dio. Questo non è ciò che vi giustifica, ciò che vi santifica. Dovete essere santificati? Sì. Dovete essere adatti al Cielo, ma non avrete mai il diritto di andare in Cielo. Ci siamo tutti? Oh, prego che questo sia chiaro, miei cari amici. E’ biblico? E’ del tutto biblico. È totalmente biblico.

Esodo 28:36: “Farai anche una piastra d’oro puro e su di essa inciderai, come su di un sigillo: SANTITA’ ALL’ETERNO. Ad essa legherai un nastro violaceo, per attaccarla al turbante, essa deve stare sulla parte anteriore del turbante. Così sarà sulla fronte di Aronne, e Aronne porterà la colpa associata alle cose sante…”. E Aronne porterà la colpa associata a cosa? “Alle cose sante presentate dai figli di Israele, in ogni genere di offerte sacre; essa starà continuamente sulla sua fronte, per renderli graditi davanti all’ETERNO”. Capite? Ecco qui la verità. Quel turbante sulla fronte di Aronne, che cos’è? “La santità dell’Eterno”. Chi rappresenta Aronne? Il Sommo Sacerdote. E che cosa rappresenta la “Santità dell’Eterno” sulla sua fronte? Il carattere infinitamente perfetto di Gesù Cristo. E a causa di quel carattere infinitamente perfetto i nostri doni sono accettati da Dio. Ho sentito un “amen”? (Amen). Lodiamo Dio per l’Intercessore! Alziamoci per una preghiera conclusiva.

Padre nei Cieli, Ti ringrazio tanto per averci aiutato a realizzare quanto dipendiamo profondamente dalla giustizia di Cristo. Persino trasformandoci di gloria in gloria, di grazia in grazia nel carattere a somiglianza di Cristo, veniamo meno. Il nostro meglio è imperfetto. In realtà le nostre azioni spinte dallo Spirito Santo di amore e obbedienza sono così contaminate passando attraverso questo canale corrotto, che esse stesse devono essere purificate dal sangue e avere la giustizia di Cristo prima di essere accettabili persino come offerta di ringraziamento. Oh, Padre, che non ci dimentichiamo queste verità che evitino che cadiamo in quella trappola mortale in cui cadono così tanti di noi. Aiutaci a tenere i nostri occhi sull’Eterno nostra giustizia. Perché solo Lui ha una giustizia che può essere sostenerci in modo infinitamente perfetto alla Sua vista. Grazie per Gesù.Nel Suo nome Ti lodiamo, Amen.

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