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Si dice che la formazione del carattere sia il compito più importante mai affidato agli esseri umani. Nell’ora che segue esploreremo sia il nostro privilegio sia la nostra responsabilità nell’assomigliare caratterialmente a Cristo. State con noi in questo momento importante per il rinnovamento personale in cui il pastore Stephen Wallace ci porterà “Di gloria in gloria”.

Buona sera, miei cari amici, un benedetto e felice Sabato a voi. State davvero facendo del vostro meglio per far sentire un ragazzo del Montana come a casa sua. C’è davvero neve sulla strada, e questo è stato, credo, un po’ spaventoso per alcuni di voi qui nel sud, dove non ne avete molta. Ma grazie per aver sfidato le condizioni atmosferiche ed aver scelto di venire stasera.

E’ un privilegio studiare con voi il compito più importante mai affidato agli esseri umani. E qual è, studenti? La formazione del carattere. Principi di Educazione Cristiana, pagina 128, ditelo con me. Ricordate che è un requisito del corso, dovete memorizzarlo entro la fine di questi studi. Eccoci: “La formazione del carattere è l’opera più importante che mai sia stata affidata ad esseri umani e in nessun tempo il suo attento studio è stato così importante come oggi”. Molti di voi sono stati bravi sulle ultime parole rispetto al resto della frase qui. La formazione del carattere in realtà è l’opera più importante e non è mai stata così importante come ora perché il Re arriverà presto.

Ma abbiamo molto da fare. Abbiamo l’evangelo da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, tribù, lingua e popolo (Apocalisse 14:6) e dobbiamo preparare le nostre vite (Apocalisse 14:7). Ma ancora, il raggiungimento di entrambi questi compiti dipende dalla stessa cosa, che è la formazione di un carattere simile a Cristo, siccome non possiamo essere testimoni veraci del Re né cittadini adatti al regno a meno che non abbiamo un carattere simile a Cristo. Miei cari amici, non c’è molto tempo. Ci vuole tempo per formare un carattere simile a Cristo (5T 618.1). Non ne abbiamo da perdere. Grazie per essere tornati e per studiare attentamente con me quello che il Signore dice sul nostro ruolo cooperativo in questo processo di formazione del carattere.

Non possiamo farci simili a Cristo nel carattere dobbiamo essere trasformati “di gloria in gloria come per…” chi? “… per lo Spirito del Signore” (2 Corinzi 3:18). Ma lo Spirito Santo non ci può trasformare a meno che non cooperiamo. Ed è imperativo per noi sapere come cooperare. E nella nostra serie stiamo guardando a questo punto, alla duplice misura e a come sia possibile. La duplice misura si trova inginocchiandosi ai piedi della croce, ed è simbolizzata dal sangue e dall’acqua che scorrono dal fianco aperto di Gesù (Giovanni 19:34). Ma abbiamo studiato attentamente che attraverso il sangue siamo giustificati. Attraverso l’acqua siamo santificati. Ed è con questa duplice misura di grazia che la gloria di Cristo viene ripristinata in noi. Il sangue fornisce le fondamenta. L’acqua fornisce la forza. E mentre impariamo a cooperare con lo Spirito Santo che è rappresentato dall’acqua, possiamo costruire un tempio del carattere conforme alla gloria di Dio, che non solo sopravviverà nel tempo, ma che durerà per l’eternità. Amen? (Amen). …durerà per l’eternità. Ma un carattere del genere deve essere costruito sulla roccia della giustificazione per fede… solo in Cristo.

E miei cari amici, per costruire con successo un carattere del genere, dobbiamo essere fortemente e giustamente motivati. Voglio ripeterlo: dobbiamo essere fortemente e giustamente motivati. Perché? Perché ci vuole uno sforzo diligente e perseverante per cooperare con il potere trasformante dello Spirito Santo. Come abbiamo già notato, siamo qui per imparare a custodire il nostro cuore con ogni…cosa? …cura ( (Proverbi 4:23). Con “ogni cura” implica una certa dose di sforzi? Oh, certo. E perché dobbiamo imparare a custodire il nostro cuore con ogni cura? Poiché “come pensa nel suo cuore, così egli è” (Proverbi 23:7). E ricordate che è davvero ciò che è il carattere. E’ l’attività del cuore. E il cuore, come abbiamo detto, è davvero l’anima e comprende sia l’intelletto sia gli affetti.

Come è chiamata l’attività dell’intelletto? I pensieri.

Come è chiamata l’attività degli affetti? I sentimenti.

E ricordate, qual è la nostra definizione di lavoro di “carattere”? “I pensieri e i sentimenti combinati creano il carattere morale” Testimonies (Testimonianze), volume 5, pag. 310. Quindi rimane solo da ragionare sul fatto che se vogliamo sviluppare un carattere simile a quello di Cristo, dobbiamo imparare a governare con cura i nostri pensieri e i nostri sentimenti. Amen? (Amen). Dobbiamo imparare ad avere la mente di Cristo. Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù (Filippesi 2:5). Ecco cosa vuol dire essere cristiano. E’ molto più di parlare in un certo modo o camminare in un certo modo. Si tratta prima di tutto di dirigere i pensieri. Amen? (Amen). E miei cari amici, ci siamo ingannati così tante volte pensando che siccome avevamo fatto un buon lavoro parlando nel modo giusto e agendo nel modo giusto, allora eravamo cristiani, quando invece non lo eravamo per nulla. Potreste non essere ciò che pensate di essere, ma quello che pensate, siete. “Come pensa nel suo cuore, così egli è” (Proverbi 23:7) E imparare a governare i pensieri richiede ogni cura, uno sforzo perseverante.

E questo richiede una motivazione forte. Voi ed io non persevereremo, nell’imparare a dirigere ogni pensiero nell’obbedienza di Cristo (2 Corinzi 10:5) – che, ricordate, è il nostro obiettivo – non perservereremo a raggiungere quell’obiettivo a meno che non saremo fortemente motivati. E stasera voglio prendere in considerazione con voi ciò che è da solo una motivazione sufficientemente potente e appropriata. È uno studio molto importante stasera. Daremo un’occhiata all’incarico che ci dà il Signore. Avendoci dato, pagandolo a un prezzo infinito, il sangue e l’acqua, che sono la duplice misura di grazia, di modo che la gloria di Dio potesse essere ripristinata in noi per amore di Cristo, ci ha anche affidato delle parole importanti e familiari. Il titolo dello studio di stasera: “Così io mando voi”. Ah, il significato di tutto questo è semplice ma è un compito davvero totale ed è ciò verso cui dobbiamo rivolgere la nostra attenzione.

Ma prima di aprire la Bibbia, per cosa dobbiamo fermarci? Per aprire il nostro cuore…Ricordate il nostro trucco di memoria? Non aprite mai la Bibbia a meno che, cosa? Non abbiate aperto il vostro cuore. Per questo per favore inginocchiatevi con me per alcuni momenti di preghiera silenziosa, invitando personalmente lo Spirito di Dio nel vostro cuore. E per favore, desidero le vostre preghiere stasera. Pregate anche per i vostri fratelli.

Padre nei cieli, Ti ringrazio per questo santuario nel tempo, in cui siamo entrati in questo giorno santo. E Ti ringrazio per questo santuario nello spazio, questa santa casa di preghiera. E Ti ringrazio che il tempo e lo spazio siano santi quando c’è il Tuo Santo Spirito. Ed è proprio ciò che stiamo invitando ora…il Tuo Spirito. Vieni in questo luogo…Riempi ogni momento di questo tempo. E , più importante, vieni nei nostri cuori. Sappiamo che Tu sei qui, in mezzo a noi come congregazione perché ci hai promesso, “dove due o tre saranno riuniti nel Mio nome, io sarò in mezzo a loro”. Ma non siamo contenti solamente di averti qui in mezzo a noi come gruppo. Vogliamo che tu sia in mezzo a noi come individui. Quindi apriamo totalmente le porte del tempio del nostro cuore, e diciamo: “Entra, Ospite celeste, entra, per favore”. Velocizza e dai energia alle nostre facoltà mentali e spirituali. Dacci quel discernimento spirituale che dobbiamo avere se vogliamo afferrare la verità con l’intelletto, abbracciarla con gli affetti, e soprattutto sottometterci a lei con volontà. Signore Dio, aiutaci per favore a capire, soprattutto stasera, come possiamo e dobbiamo essere giustamente motivati per perseverare nella costruzione di un carattere simile a Cristo a gloria del nostro Salvatore e a Tua gloria, per formare un carattere che duri nel tempo e per tutta l’eternità. Per favore, guida e dirigi i miei pensieri e le mie parole. Voglio dire la verità e solo la verità per Tuo conto. Fa’ che la mia lingua si incolli ai bordi della mia bocca, se dovessi dire cose che non rappresentano correttamente la verità. Ma sciogli la mia lingua e dirigila in modo che io possa proclamare con chiarezza e accuratezza la verità come è in Gesù. Ti do tutto me stesso per questo scopo. Per favore, acconsenti ad usarmi. Te lo chiedo nel nome di Gesù, amen.

Il titolo del nostro studio “Così io mando voi”, è preso da Giovanni 20:21. Siamo a pagina 34, sotto la lezione 15, “Così io mando voi“. Giovanni 20:21: “Poi Gesù di nuovo disse loro: ‘Pace a voi’! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”. Ora, questa è la versione della Nuova Diodati. La Diodati invece dice: “Così vi mando io”. Miei cari amici, per favore considerate con me il profondo significato di questo incarico. Gesù ci sta inviando a fare per Lui quello che Lui ha fatto per il Padre. E’ chiaro? “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi“.

Il Padre che cosa ha mandato il Figlio a fare? Lo abbiamo già studiato: l’ha mandato per una duplice missione. Qual’era? Rivelare la gloria di Dio all’uomo e ripristinare la gloria di Dio nell’uomo.

Miei cari amici, per favore sappiate che questo è esattamente ciò che Cristo ci sta incaricando di fare per Lui. “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”. Capite, Gesù sta per tornare al Padre. E Lui è completamente consapevole che è necessario continuare su questa terra ad avere una giusta rappresentazione del Suo carattere. Perché, dopo tutto, Satana continuerà a mentire alla razza umana e cercare di rappresentare scorrettamente il carattere di Dio. Perciò ci deve essere qualcuno che raddrizzi la cosa. Amen? Ci deve essere qualcuno che riveli la verità sul carattere di Dio. E chi è questo qualcuno? Devono essere i Suoi discepoli… coloro che sottomettono se stessi alla Sua Signoria e alla Sua disciplina, che è ciò che significa essere un discepolo. Significa stare sotto la disciplina e la Signoria di Gesù Cristo. Significa essere il Suo popolo.

Steps to Christ (Passi verso Gesù o La Via migliore), pagina 115, ascoltate questa affermazione incredibile: “I figli di Dio sono chiamati a rappresentare il Cristo, rivelandone la bontà e la misericordia. Così come Gesù ci ha manifestato il vero carattere del Padre, noi dobbiamo rivelare il Cristo a un mondo che non conosce l’amore l’affetto e la misericordia che Egli prova per l’uomo Come Tu hai mandato me nel mondo’ ha detto Gesù, Così io ho mandato loro nel mondo'”. Vedete il parallelo diretto tra la missione di Cristo verso la razza umana datagli dal Padre e la nostra missione dataci da Gesù? E’ chiara, è diretta. Vedete, amici miei per favore cercate di capire la responsabilità seria che ci si assume quando si afferma di essere “cristiani”. Noi, come tali, siamo ambasciatori di Cristo. Dobbiamo rappresentarLo in questo mondo.

E per favore sappiate che il mondo ha diritto di trarre conclusioni riguardo a Gesù Cristo stesso sulla base di come si comportano i cristiani. Amen? Non è così? Sì. Dobbiamo essere lettere vivente, conosciute e lette da tutti gli uomini. E il messaggio che diamo deve essere una rivelazione di come è Gesù. E’ una responsabilità solenne, no? Vi prego, fratelli miei, sorelle mie, non nominate invano il nome di Cristo! E non sto parlando delle ingiurie, chiaro? Sto parlando di una forma molto più sottile di nominare il Suo nome invano. Sto parlando dell’affermazione di essere cristiani, mentre si è diversi da Cristo nel carattere. Questo vuol dire nominare il Suo nome invano? Oh, certo che sì.

Una delle accuse più spaventose e solenni che si trovano nelle Scritture è quella che Dio pronuncia riguardo al Suo popolo eletto. Dice di loro: “Per causa vostra il nome di Dio è bestemmiato fra i Gentili”. “Per causa vostra il nome di Dio è bestemmiato fra i Gentili” (Romani 2:24). Capite, erano conosciuti come il popolo eletto di Dio, ma Lo hanno rappresentato in modo corretto? Hanno detto la verità sul Suo carattere? No, e Dio ha ricevuto una reputazione molto negativa per causa di quelle lettere morte. Miei cari amici, Dio non vuole che nessuno qui riceva un’accusa del genere contro di sé. “Per causa vostra il nome di Dio è bestemmiato fra i Gentili”.

E insisto che la responsabilità che grava su di noi come Cristiani Avventisti del Settimo Giorno è grande soprattutto perché, vedete, noi… affermiamo non solo di essere cristiani, ma affermiamo di essere il popolo del rimanente di Dio, con una missione molto speciale e solenne da svolgere in queste ultime ore della storia della terra. Amen? (Amen). E credo questo con tutto il mio cuore, miei cari amici. Non ci rende migliori degli altri, ma dovete credere che ci rende più responsabili degli altri. (Amen). Abbiamo una responsabilità solenne.

Siamo stati cresciuti e denominati e ci è stato dato un messaggio molto speciale da proclamare a ogni nazione, popolo, lingua e gente. Qual è? È il messaggio dei tre angeli. E come inizia? “Che aveva l’evangelo eterno…” (Apocalisse 14:6) Oh, per favore, non dimenticate questo contesto. Non possiamo proclamare in modo corretto il messaggio dei tre angeli a meno che non abbiamo il vangelo eterno. “Che aveva l’evangelo eterno, e diceva a gran voce, Temete Iddio, e dategli gloria” Che cosa significa dare gloria a Dio? Significa rivelare il Suo carattere in noi, miei cari amici. Come, vi prego ditemi, possiamo portare a termine la nostra missione e proclamare tale messaggio se noi stessi non riveliamo il carattere di Dio? …e quindi dare gloria a Dio? Perciò, io insisto che la responsabilità che grava sulle spalle dei cristiani avventisti del Settimo Giorno è ancora più pesante.

Ecco un’altra affermazione, Review and Herald, 30 aprile 1889: “Cristo è venuto per rappresentare il Padre all’uomo. Ha rivelato la natura di Dio al mondo. Satana ha rappresentato scorrettamente il Padre. Lo ha dipinto come pieno di vendetta, che non ha sopportazione, misericordia, pazienza, amore. Lo ha rivestito dei suoi attributi; ma Cristo è venuto e ha assunto la forma umana, in modo da poter rivelare all’umanità il vero carattere del Padre, e noi dobbiamo rappresentare Cristo al mondo, come Cristo ha rappresentato il Padre”. Vedete il parallelo diretto? Oh, miei cari fratelli, mie sorelle…che responsabilità solenne. Che pensiero solenne.

Ora, come possiamo portare a termine questo compito? Come? Come possiamo fare per Cristo quello che Lui ha fatto per il Padre? Come possiamo essere usati da Lui per rivelare la Sua gloria all’uomo, e cooperare con Lui, in modo che la Sua gloria possa essere ripristinata nell’uomo? Come? Solo, insisto, andando ogni giorno ai piedi della croce e ricevendo per mezzo della fede la duplice misura di grazia, simbolizzata dal sangue e dall’acqua. E amici miei, noi abbiamo, nell’immediato contesto del compito, entrambe queste misure. E voglio che notiate con attenzione l’ordine in cui vengono presentate. E’ profondamente significativo. Guardiamo al contesto più ampio del compito.

Il compito si trova in Giovanni 20:21: “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”. Ma notatelo nel contesto più ampio, prendiamo il versetto 19. Giovanni 20:19: “Ora la sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove erano radunati i discepoli erano serrate per paura dei Giudei, Gesù venne e si presentò là in mezzo, e disse loro: ‘Pace a voi!’. Oh, che parole preziose di saluto. Le avete sentite? “Pace a voi”. Qual è il significato di tali parole? Per favore, notate il versetto 20: “e detto questo mostrò loro le sue…” cosa? “Le Sue mani e il Suo costato. I discepoli dunque, vedendo il Signore, si rallegrarono. Poi Gesù di nuovo disse loro: ” versetto 21: “Poi Gesù di nuovo disse loro: “Pace a voi!” Cosa significa questa rassicurazione ripetuta due volte… che la pace sia con loro? Cosa significa? Miei cari amici, li sta rassicurando del fatto che sulla base del sangue saranno giustificati, e che perciò avranno pace con Dio.

Capite, Romani 5:1 cosa ci dice? “Giustificati dunque per fede, abbiamo…”cosa? “pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore”. Qual è l’unica base su cui abbiamo pace con Dio? Essere giustificati per…cosa?…per fede. Fede nel Suo…cosa? Romani 5:9: “essendo ora giustificati nel suo sangue”. E’ per fede nel sangue di Cristo che abbiamo pace con Dio. Credo che sia questo il motivo per cui Gesù abbia detto: “Pace a voi” la prima volta, …che cosa ha fatto? Cosa ha indicato? La sua mano. Che cosa usciva dalla Sua mano lacerata? Sangue. E che cos’ha indicato? Il suo fianco. che cosa usciva dal suo fianco lacerato? Sangue. E’ come se stesse dicendo: “Questa pace si basa sul mio sangue versato. E a causa di ciò che ho fatto, e voi avete ricevuto per fede, avete pace con Dio”. Vedete, miei cari amici, questo è il fondamento su cui dobbiamo costruire un tempio-carattere. E questo è l’unico vero motivo per farlo.

Ora seguite attentamente quello che voglio dire con questo. E’ profondamente significativo che prima che Cristo chieda ai Suoi discepoli di fare qualcosa per Lui, Lui assicuri due volte che hanno già pace presso Dio sulla base di ciò che Lui ha fatto per loro. Questo, insisto, è molto significativo. Voglio ripeterlo. Prima che dia un incarico ai discepoli, e come dice, prima di affidarci quell’incredibile incarico, “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”. Di cosa ci rassicura per due volte tutti quanti? …che abbiamo cosa? Pace con Dio sulla base di ciò che Lui ha fatto per noi. Ora, perché è così significativo? Perché è così significativo?

Perché, miei cari amici, Gesù vuole che siamo giustamente motivati a fare per Lui ciò che Lui ha fatto per il Padre. Capite, ecco perché non ha detto: “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi e se farete un buon lavoro per Me come io l’ho fatto per Lui, allora avrete pace con Dio”. Grazie a Dio non l’ha messa in questo modo. Amen? Se l’avesse fatto, che cosa avremmo fatto? Ci saremmo tutti dovuti rimboccare le maniche, andare al lavoro e cercare di guadagnare la nostra accettazione, la nostra pace con Dio, sulla base del nostro rendimento. Mi seguite su questo? E Gesù sa molto bene che la natura umana in generale è troppo incline a farlo in ogni caso. Quindi per proteggerci da questa vera tendenza umana per due volte prima di chiederci di fare qualcosa per Lui ci assicura che siamo già accettati e abbiamo pace con Dio sulla base di quello che Lui ha fatto per noi. Ora, miei cari amici, noi dobbiamo lavorare per Lui, non per guadargnarci la Sua accettazione, ma perché siamo già stati accettati. Ho sentito un “amen”? (Amen).

E questa, a proposito, è la motivazione più potente che il cuore umano possa conoscere. Capite, per favore cercate di capire… e a proposito, anche la moderna psicologia e psichiatria lo riconoscono. Per favore, cercate di capire che il bisogno maggiore del cuore umano è l’accettazione. Avete sentito? Il più grande bisogno del cuore umano è cosa? L’accettazione. E per favore, cercate di capire anche che ciò che ci motiva potentemente è ciò che soddisfa i nostri maggiori bisogni. Avete seguito questo passaggio? Ciò che ci motiva potentemente è ciò che soddisfa i nostri maggiori bisogni. E qual è il nostro bisogno maggiore? Essere accettati. Ora, questo bisogno è così potente che tutti noi facciamo grandi sforzi nei confronti di questo bisogno.

Ma tutti si possono dividere in uno dei due gruppi – ce ne sono solo due- uno dei due gruppi: coloro che si sforzano di ottenere o guadagnare l’accettazione, e coloro che mettono ogni sforzo per gratitudine e apprezzamento del fatto che sono già stati accettati. Avete capito? Questo bisogno di accettazione è così grande che tutti lavorano in quella direzione, ma tutti rientrano in una delle due categorie. Coloro che si sforzano di ottenere l’accettazione e coloro che lavorano perché sono già stati accettati.

Il cristiano deve fare ogni sforzo per adempiere al suo incarico? Oh, sì, miei cari amici. Ci vuole uno sforzo perseverante per fare per Cristo ciò che Lui ha fatto per il Padre. E ogni volta che iniziate a parlare degli sforzi nell’esperienza cristiana, che cosa inizia a fare la gente, inevitabilmente? Inizia a sentirsi a disagio e conclude che state arrivando a cosa? Alla giustizia per mezzo delle opere. Ah, miei fratelli, mie sorelle, per favore, ascoltatemi su questo. Gli sforzi umani sono categoricamente opere? Davvero? Gli sforzi umani sono categoricamente opere? Sono sempre opere? Assolutamente no. Come per la giustizia per mezzo delle opere, molto spesso no. Che cosa trasforma lo sforzo umano in legalismo? …lo rende giustizia per mezzo delle opere o no? Che cosa… E’ la motivazione che ci sta dietro, giusto? E’ il motivo che fa tutta la differenza. Se facciamo degli sforzi per guadagnare la nostra accettazione, cos’è? Sono opere, si tratta di legalismo.

Ma se faccio degli sforzi perché amo e apprezzo Gesù così tanto per il dono gratuito dell’accettazione che Lui, ad un prezzo infinito, mi ha donato come dono gratuito, e voglio fare e essere tutto quello che posso per mostrarGli quanto Lo amo e Lo apprezzo per questo, è legalismo? Mille volte no. Questa è fede che opera mediante l’amore e purifica l’anima (Galati 5:6, 1 Pietro 1:22). Amen? (Amen, lodiamo il Signore).

E miei cari amici, sono qui per dirvi che nessuno lavora più alacremente di colui che è motivato dall’amore. E non lo considera nemmeno un compito o un dovere. In realtà é una delizia. Amen? È una delizia.

Oh, fratelli, sorelle, per favore, evitiamo quella reazione impulsiva che abbiamo quando iniziamo a parlare degli sforzi umani nell’esperienza cristiana. Non è categoricamente giustizia per mezzo delle opere o legalismo. E’ il motivo che ci sta dietro che la rende tale o no. E’ quando sentiamo e accettiamo quella duplice assicurazione di pace, e sappiamo di essere accettati pienamente, giustificati per fede nel sangue di Gesù, e siamo felici del fatto di essere accettati nell’Amato, e quando iniziamo a capire il prezzo pagato da Dio Padre, e da Dio Figlio, che possiamo diventare così. I nostri cuori rispondono, almeno sicuramente dovrebbero, per amore e gratitudine. Amen? E vogliamo fare e essere tutto quello che possiamo per mostrarGli quanto Lo amiamo.

E che cosa Gli sentiamo dire? “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”. (Giovanni 20:21) “Se mi amate, osservate i miei comandamenti” (Giovanni 14:15) e lasciate che ripristini in voi attraverso l’obbedienza rafforzata dallo Spirito, motivata dall’amore, il Mio carattere. Essendo la Mia Legge una riproduzione del Mio carattere (GC 339.3). La legge dell’Eterno è perfetta, essa ristora l’anima” (Salmi 19:7). Quando amiamo Lui e conserviamo il Suo Spirito, che é l’amore supremo per Dio e l’amore generoso verso gli altri. Amen? L’amore supremo per Dio ci rende in grado di obbedire ai primi quattro. L’amore generoso verso gli altri ci rende in grado di obbedire agli ultimi sei. “L’adempimento dunque della legge è l’amore” (Romani 13:10) E quando noi, con gratitudine, amiamo Cristo per tutto quello che Lui ha fatto per salvarci, non pensiamo nemmeno all’obbedienza come a un dovere, la pensiamo come un cosa? Un privilegio e una delizia. E veniamo trasformati dall’interno all’esterno…trasformati di gloria in gloria.

Oh, miei cari amici, dobbiamo capire il significato profondo della doppia rassicurazione di pace che precede l’incarico, “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”. E’ solo così che capiamo che possiamo essere motivati propriamente e potentemente a fare per Cristo ciò che Lui ha fatto per il Padre. Ora, avendo fornito un fondamento sicuro, e avendo fornito una motivazione appropriata, Lui ci affida l’incarico. “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”.

Poi, immediatamente dopo l’incarico, che cosa fa? Ecco che arriva l’acqua. Che cosa fa? Giovanni 20:21 “Poi Gesù di nuovo disse loro: ‘Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”. Versetto 22: “E detto questo…” cosa fece? “…soffiò su di loro, “e disse: ‘Ricevete lo Spirito Santo'”. Ecco qui abbiamo l’acqua. Ricordate che l’acqua simboleggia lo Spirito Santo. Quindi subito nel contesto dell’incarico, cosa troviamo? Il sangue e l’acqua.

Col sangue abbiamo pace con Dio. E con l’acqua abbiamo la forza di Dio.

E con la pace e la forza, miei cari amici, possiamo fare per Cristo ciò che Lui ha fatto per il Padre. Amen? (Amen). Possiamo…posssiamo. Lo Spirito Santo che soffia su di noi, qual è il suo compito? Che cosa fa lo Spirito Santo? Colossesi 1:19 e 20: “Perché è piaciuto al Padre di far abitare in lui tutta la pienezza e di riconciliare a sé tutte le cose per mezzo di Lui, e di riconciliare a sé tutte le cose per mezzo di Lui, Per mezzo di Lui, dico, tante le cose che sono sulla terra, tanto quelle che sono nei cieli”. C’è la pace e questo porta il motivo di cosa? Dell’amore. 2 Corinzi 5:14 e 15: “Poiché l’amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti, e che egli è morto per tutti, affinchè quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto ed è risuscitato per loro”. La pace è il fondamento. La forza è nello Spirito Santo e cosa fa lo Spirito Santo? 2 Corinzi 3:18, ecco il testo: “E noi tutti, contemplando a faccia scoperta…” il nostro testo chiave, “contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per…” chi? “lo Spirito del Signore”, amici miei. Solo lo Spirito Santo ci può trasformare. Noi non possiamo trasformare noi stessi. Ecco perché, per adempiere all’incarico Cristo ha dovuto darci un potere soprannaturale. Ha dovuto ispirarci. Ha dovuto soffiare il Suo Spirito dentro di noi in modo che potessimo avere abbastanza potere per fare per Lui quello che Lui ha fatto per il Padre.

Che cosa dice Cristo sullo Spirito? Giovanni 16:13 e 14: “Ma quando verrà lui, lo Spirito di Verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà”. Molto interessante, che cosa dice Gesù che farà lo Spirito? “Mi glorificherà”. Per favore notate che il Padre manda il Figlio per glorificarLo. Gesù manda lo Spirito Santo per glorificarLo.

Ma ho una domanda: lo Spirito Santo glorifica Gesù nello stesso modo in cui Gesù ha glorificato il Padre? No. Perché? Gesù ha glorificato il Padre nella Sua persona visibile. Giusto? Ha potuto dire: “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Giovanni 14:9). Egli, che è lo splendore della sua gloria (Ebrei 1:3). Lo Spirito Santo è una persona visibile qui sul pianeta terra? No. Lo Spirito Santo ovviamente glorifica Cristo in modo diverso da come Cristo ha glorificato il Padre. Come fa lo Spirito Santo a glorificare Cristo? Ripristinando il carattere simile a Cristo in noi, miei cari amici, ecco. Ripristinando il carattere simile a Cristo nel Suo popolo. Ecco come lo Spirito Santo glorifica Cristo.

Notate questa affermazione notevole. La Speranza dell’Uomo, pagina 515: “Dello Spirito Gesù ha detto: ‘Egli mi glorificherà’. Il Salvatore è venuto a glorificare il Padre rivelandone l’amore; così lo Spirito doveva glorificare il Cristo manifestando al mondo la grazia. L’immagine di Dio deve essere riprodotta nell’umanità. L’onore di Dio e quello del Cristo si manifestano nella perfezione del carattere del suo popolo”. Oh, fratelli, sorelle.. Per favore cercate di capire cosa c’è in gioco qui. Prima di tutto, come fa lo Spirito Santo a glorificare Cristo? L’immagine di Dio deve essere riprodotta nell’umanità…che siamo noi. Lo Spirito Santo glorifica Cristo trasformandoci di gloria in gloria, nel carattere a somiglianza di Cristo. Trasformandoci, mediante il rinnovamento delle nostre menti, e rendendoci capaci di rivelare nelle nostre parole e nelle nostre azioni e sì, anche nel nostro aspetto, nella pienezza della nostra capacità danneggiata dal peccato la gloria, il carattere di Gesù Cristo.

Ora, attenti che quando facciamo del nostro meglio… anche se abbiamo la forza dallo Spirito Santo, siamo ancora come? Siamo privi…siamo privi della gloria di Dio (Romani 3:23). Ma questo non ci deve scoraggiare. Guardate la frase a pagina 34, verso il fondo; Testimonies (Testimonianze) volume 2, pagina 618: “Lui [Cristo] aveva un’influenza potente, perché era il Figlio di Dio. Siamo così al di sotto di Lui, e così mancanti, che anche se facciamo del nostro meglio, i nostri sforzi sono scarsi. Non possiamo ottenere e raggiungere l’influenza che aveva Lui, ma perché non dovremmo educarci ad arrivare quanto più ci è possibile vicini al Modello, in modo da avere la maggior influenza possibile sulla gente”. Miei cari amici, persino le persone più pie del Suo popolo sono ancora solo un pallido riflesso.

Come l’ha messa l’Ispirazione in quella frase che abbiamo condiviso ieri sera? “Gli uomini più nobili e più gentili sono solo..” cosa? “un pallido riflesso della divina bontà del carattere di Cristo (MB 49.2) Ma questo non ci deve scoraggiare. Capite, Dio non si aspetta che brilliamo come il Sole. Ma si aspetta che brilliamo al massimo che possiamo. Amen? Gesù è lo splendore della gloria di Suo Padre (Ebrei 1:3). Ha rivelato un carattere infinitamente perfetto, Lui è il Sole di Giustizia. Noi al massimo possiamo essere lune piene. Amen? Perfetti nella nostra sfera come Lui è perfetto nella Sua sfera, brillando al massimo della nostra capacità danneggiata dal peccato. Ma persino una luna piena è solo un pallido riflesso della bellezza divina del carattere di Cristo. Ma Dio ci aiuta a sforzarci, per amore di Cristo, a essere lune piene, amen? …a essere tutto ciò che possiamo per Lui.

E per tornare all’affermazione in La Speranza dell’Uomo: l’ultima parte è molto significativa. “L’onore di Dio e quello del Cristo si manifestano nella perfezione del carattere del suo popolo”. Oh, fratelli, sorelle, per chiunque ami Cristo, questa deve essere una motivazione potente. Capite, se amiamo davvero Cristo, vogliamo onorarLo, no? Ho sentito un “amen”? (Amen). Vogliamo onorarLo. E come Lo onoriamo? Rappresentandolo nel modo corretto. Ecco perché ci viene detto che l’onore di Dio, quello del Cristo si manifestano nella perfezione del carattere del suo popolo. Tutto è in gioco qui…tutto è in gioco.

Lasciate che vi racconti una storia. Mio padre me la raccontò, ma l’aveva sentita da suo padre. Mio nonno era un ministro della Chiesa Avventista del Settimo Giorno, e anche mio padre. Mio nonno, che Dio l’abbia in gloria, ha insegnato all’Accademia Bibbia per tutto il suo ministero. Ed era un insegnante della Bibbia molto efficace. Lo so perché molte volte dei santi con i capelli d’argento sono venuti da me e mi hanno detto: “Ma tu per caso sei parente di Lyle Wallace?”. E io ho sempre sorriso e detto: “Sì, era mio nonno”. E di solito si riempivano loro gli occhi di lacrime e dicevano: “Non sai quanto abbiano influenzato la mia vita le sue lezioni sulla Bibbia, all’Accademia”. Era conosciuto per le storie che raccontava per spiegare le verità spirituali. E mio padre mi raccontò questa. E vorrei poterverla raccontare come fece mio padre, e mio padre avrebbe voluto raccontarla come aveva fatto suo padre. Quindi probabilmente si è un po’ deteriorata col passare delle generazioni ma farò del mio meglio perché racconta e spiega la verità che voglio che portiate a casa nel cuore stasera.

Gesù aveva concluso la Sua missione sul pianeta terra per rivelare la gloria di Dio all’uomo e ripristinare la gloria di Dio nell’uomo. Aveva finito entrambe nel momento del grido di vittoria: “E’ compiuto”. (Giovanni 19:30). Ricordate… Persino la seconda, perché aveva completamente ripristinato la gloria di Dio in se stesso per conto nostro ma aveva anche donato una misura piena, completa e sufficiente in modo che la Sua gloria potesse essere ripristinata in noi per conto Suo. E avendo completamente e senza nessun difetto portato a termine la Sua missione, era tornato in Cielo, per essere lodato da tutto l’universo senza peccato. Quando si stava avvicinando sentì un grido: “Chi è questo Re di gloria?” (Salmi 24:8, 10). “Chi è il Re del carattere?”. E poi la risposta. E poi la domanda fu ripetuta non perché la prima volta non si fosse sentita o capita, ma perché volevano sentire il loro Signore che amavano con tutto il cuore, mentre veniva lodato. E le porte del Cielo si aprirono, ed Egli entrò e tutti gli ospiti angelici corsero a inginocchiarsi e adorarLo, ma Lui…alzò le mani come se non volesse essere adorato fino a che non fosse stato rassicurato dal Padre che il Suo sacrificio era stato sufficiente affinché noi potessimo raggiungerLo lassù.

Bisogna proprio amare un Signore così. Ho sentito un “amen”? (Amen). Bisogna proprio amare un Signore così.

E quando andò dal Padre e fu pienamente rassicurato che aveva fatto tutto il necessario per rendere possibile che chiunque andasse ai piedi della croce e ricevesse per mezzo della fede la duplice misura di grazia potesse essere con Lui per l’eternità e Lo vedesse per come é, vedesse la Sua gloria e la riflettesse per i secoli eterni… Quando ottenne questa rassicurazione, allora uscì e ricevette l’adorazione e la lode degli ospiti angelici…ma non prima di allora. E poi iniziarono a farGli domande sulla Sua missione. Ed essi adoravano ascoltare le Sue storie su come fosse riuscito così perfettamente e convincentemente e inconfutabilmente a discreditare le bugie del diavolo sul carattere di Dio, e come perfettamente avesse rivelato la verità. E ci fu gioia nei cuori degli ospiti angelici quando si resero conto di quanto meravigliosamente Cristo avesse rivelato il carattere di Dio al popolo peccatore.

Ma poi, dopo un po’ di tempo, ci fu un gruppo di angeli che avevano ovviamente discusso qualcosa tra di loro. E uno di essi alzò la mano e il Signore lo riconobbe e disse: “Signore, siamo così grati per il modo in cui hai perfettamente portato a compimento la Tua missione, nel rivelare il carattere del Padre. Siamo anche grati per il modo in cui Tu hai confutato e negato tutte le accuse del diavolo riguardo al carattere di Dio. Ma abbiamo una preoccupazione e ci stavamo chiedendo chi avrebbe continuato a farlo sulla terra ora che Tu sei qui? Capisci che Satana non è cambiato. Continua a mentire sul Tuo carattere ora, così come su quello del Padre. E cerca continuamente di rappresentarTi scorrettamente e allontanare la gente da Te, convincendoli che non sei davvero il Dio d’amore. E siamo così consapevoli che c’è un bisogno reale sulla terra di qualcuno che continui a rivelare la verità sul Tuo carattere. Chi lo farà ora, Signore, per favore? Siamo preoccupati…dicci chi lo farà ora?”.

E Gesù disse: “Beh, non dovete preoccuparvi. Ho lasciato alcune donne e uomini scelti alle mie spalle. C’è Pietro, e c’è Giacomo e c’è Giovanni, e c’è Tommaso e…”.

Gli angeli dissero: “Beh, Signore, sai che è ciò di cui siamo preoccupati. Conosciamo quegli uomini. Signore, sai, Pietro… Non tanto tempo fa ti ha rinnegato. E Giacomo e Giovanni, quei figli del tuono… volevano portare il fuoco e incenerire un’intera città perché non erano stati trattati bene. E Tommaso, sai quanto gli ci vuole per credere a qualcosa. Di sicuro non puoi contare su di loro. Cosa succede se Ti deluderanno? Voglio dire…non hai un piano B? Sicuro ce l’hai, devi avere un’alternativa, un secondo piano. Voglio dire, non vorrai davvero contare su di loro, vero?”.

E il Signore disse: “Beh, non solo su di loro. Ci sono anche altri…ci sono anche altri. C’è Davide…c’è Maria…e c’è Stefano…e c’è Jeff… C’è Filippo e c’è Les”.

E l’angelo lo interruppe e disse: “Beh, Signore, Tu sai che non abbiamo il dono della preveggenza, quindi non conosciamo queste persone, ma non sono degli esseri umani quelli che stai nominando?”.

E il Signore disse: “Sì”.

E l’angelo disse: “Beh, Signore, siamo ancora preoccupati. Siamo ancora preoccupati perché vedi… hanno un passato abbastanza brutto, Signore, Tu sai questo. Hanno tutti peccato e sono privi della gloria. Di sicuro non vorrai contare su quegli esseri umani per rivelare la verità sul Tuo carattere. E sai che alla fine di questo grande conflitto, ci deve essere qualcuno che riveli al mondo il Tuo carattere. E’ questo che porterà al grande climax e alla fine. Quindi per favore, dicci che hai un piano B, vero? Che cosa succede se ti deludono? Qual è il piano B, Signore? Diccelo…di sicuro hai un piano alternativo”.

E ci fu silenzio per un periodo di tempo e il Signore disse alla fine: “No”.

“Non ho nessun piano alternativo. Conto su di loro. Non possono deludermi. E’ tutto in gioco”.

Rimanete con me per una preghiera?

Padre nostro nei Cieli, per favore, aiutaci a non deluderTi… in queste ore finali della storia della terra, quando devi avere un popolo che proclama a ogni nazione, stirpe, lingua e popolo, un messaggio vitale e deve rivelare a loro il Tuo amore. Signore, è così fondamentale che ci sia un popolo cosi. Aiutaci, per amore di Cristo, a venire ai piedi della croce e ricevere il sangue e l’acqua, la pace e lo Spirito Santo il perdono e il potere, la grazia perdonante e la grazia abilitante in modo da fare per Cristo quello che Lui ha fatto per Te, per favore Signore. Aiutaci a non deluderLo. Nel Suo nome noi preghiamo. Amen

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