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04 – Per la disobbedienza di un sol uomo. (Rom 5:19)

Il nostro seminario è intitolato “Il nostro compassionevole Salvatore senza peccato” e studieremo insieme l’infinita capacità della Parola fatta carne (Gv 1:14) di essere sia Sostituto che Esempio per un popolo caduto. Abbiamo bisogno di entrambi, giusto? Abbiamo bisogno di un Sostituto, che possa soddisfare gli incommensurabili requisiti della legge di Dio al posto nostro, e abbiamo bisogno di un Esempio, che possa mostrarci come vincere, Uno che sia solidale nella nostra lotta, coi nostri bisogni; Uno che sia stato tentato in ogni cosa come noi (Eb 4:15), che abbia battuto il sentiero che dobbiamo percorrere noi, così da darci la certezza che lui sa a cosa andiamo incontro ed è in grado di aiutarci nelle nostre lotte quotidiane. Abbiamo quest’Uno in Gesù Cristo, che è sia un Sostituto perfettamente senza peccato che un Fratello Maggiore perfettamente solidale.

Ora, abbiamo discusso insieme su come sia possibile che ci siano due fazioni sul tema della natura di Cristo. Ognuna vuole proclamare e portare avanti in modo particolarmente forte una verità di vitale importanza. Una fazione si preoccupa soprattutto del fatto che Cristo sia riconosciuto nella sua umanità come nostro Sostituto senza peccato. L’altra che Cristo venga riconosciuto nella Sua umanità come nostro solidale Fratello Maggiore e che sia visto come valido Esempio. Ebbene, sono entrambe verità preziose, ed entrambe devono essere proclamate. Ma devono essere proclamate in maniera equilibrata, e in modo che non neghino o non rendano impossibile la verità opposta, la verità che le controbilancia.

La nostra sfida è riuscire a mantenere quell’equilibrio. È stato molto difficile farlo come popolo. La mia preghiera è di arrivare nell’unità a capire la natura di Cristo, in modo da proclamare a una sola voce lo stesso evangelo a un mondo che ha disperatamente bisogno di udirlo (Ap 14:6). La buona notizia è che Gesù Cristo è entrambi: è contemporaneamente sia Sostituto senza macchia sia Fratello maggiore solidale.

Nel nostro studio intitolato “Per la disubbidienza di un solo uomo” (Rm 5:19) vorrei analizzare con voi un altro aspetto importante di questo tema. Ma prima di procedere allo studio della Parola di Dio, dobbiamo di nuovo inginocchiarci e invitare lo Spirito di Dio a scendere fra noi, altrimenti il nostro tempo sarebbe speso invano. Ci possiamo inginocchiare?

Dio Padre, ti preghiamo nel nome di Gesù di mandarci il tuo Spirito. (Gv 15:26). Rivendichiamo ora la Tua promessa secondo cui dove due o tre sono riuniti nel Tuo nome, Tu sei in mezzo a loro (Mt 18:20), nella persona del tuo Spirito. Padre, ti preghiamo, scendi in mezzo a questa assemblea. Ti prego di mandare anche quegli angeli potenti e forti (Salmi 103:20), che sono in grado di respingere gli agenti del male (OGM 139.1) che desiderano interferire nel nostro studio e distrarci. E Padre, ti preghiamo affinché Tu scenda non solo in mezzo a questa congregazione, ma anche nella vita di ognuno di noi. Spalanchiamo le porte del tempio che è il nostro corpo e preghiamo: Vieni, Signore Gesù (Apocalisse 3:20). Vieni e prendi il Tuo posto nel luogo santissimo (1 Cor 6:19, CC 234.3). Prendi pieno possesso delle più alte facoltà della nostra mente. Ti preghiamo di ridestarci e di rivitalizzarci, di illuminare le nostre menti con la Tua radiosa e amorevole verità. Per mezzo dello Spirito di verità, Padre, aiutaci a cogliere scorci della verità così come rivelata in Gesù, in modo che ci renda liberi (Gv 8:32, 36), e che ci faccia confidare in Lui, non solo come nostro Sostituto senza macchia, ma anche come Fratello Maggiore solidale. Che possiamo credere in Lui come nostro Sostituto senza peccato nell’ottica della giustificazione, e contemplare come nostro Esempio senza peccato in vista della santificazione. Oh, Padre, aiutaci a vedere l’infinita capacità di Cristo di essere entrambe le cose per noi. Ti chiediamo questo nel nome di Gesù e per il Suo amore. Amen.

Fratelli e sorelle, non voglio affrontare il nostro studio con tono polemico e sicuramente non voglio fare nomi. Ma sento che è importante affrontare certi temi che sono sotto gli occhi di tutti relativamente al dibattito sulla natura di Cristo. Permettetemi che lo faccia come introduzione a questo studio particolare.

Fra coloro che si preoccupano principalmente che Cristo venga riconosciuto come nostro Esempio c’è una scuola di pensiero sempre più diffusa. Una scuola di pensiero dilagante che sostiene fortemente l’idea che Egli, nella Sua natura umana, poteva essere proprio come noi e, ciononostante, non subire nessuna condanna. È sostenuta da coloro che parteggiano per l’idea secondo cui non siamo peccatori di natura dalla nascita, ma lo diventiamo quando pecchiamo volontariamente. Perciò, si deduce, Cristo poteva avere la nostra stessa natura e, siccome non ha mai peccato volontariamente, non è mai stato condannato in quanto peccatore. Tutto questo è stato fatto, ovviamente, nel tentativo di renderlo il nostro Fratello Maggiore solidale, pur preservando la Sua anima immacolata, in modo da poter essere il nostro Sostituto senza peccato.

È sostenuta da coloro che sposano l’idea secondo cui Cristo deve aver ricevuto per nascita naturale tutto quello che abbiamo noi, inclusa l’inclinazione al male, le nostre tendenze ereditarie all’errore, così da sapere cosa voglia dire essere tentati sotto ogni aspetto come noi. Infatti Ebrei 4:15 “tentato in ogni cosa come noi” è una realtà preziosissima che va proclamata. Ma dobbiamo stare attenti a non proclamarla in un modo che ne comprometta la coerenza con le altre verità. Questa è la nostra sfida. Sebbene la posizione che ho appena delineato sia presentata in modo da fare appello alla ragione umana, non possiamo fidarci della ragione umana per determinarne la validità. Dobbiamo metterla alla prova con cosa? Con la Parola di Dio. Cosa dice il Signore al riguardo? In realtà dice molto. Prendiamo attentamente in considerazione insieme il modo in cui siamo diventati peccatori. Come siamo diventati peccatori?

Aprite con me Romani 5:19, “Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori…”. Le Scritture dicono che siamo diventati peccatori per la nostra disubbidienza? Dicono: “per la disubbidienza di un solo uomo” siamo stati costituiti peccatori. Ora, è importante, fratelli e sorelle, capire il significato del verbo “costituiti” peccatori. Per la disubbidienza di un solo uomo, i molti sono stati costituiti peccatori. Questa parola in greco è “kathistemi” (G2525 καθίστημι) e non significa “costituire” nel senso lato del termine. È un verbo molto specifico e ben preciso. È usato due volte da Paolo nel libro di Romani in questo stesso testo. C’è una seconda parte del testo, e ringraziamo Dio per quella seconda parte. “per l’ubbidienza di uno solo i molti saranno -cosa?- costituiti giusti”. Anche qui troviamo “kathistemi”. Questo verbo è usato, in tutto, 21 volte nel Nuovo Testamento. La sua traduzione specifica, letterale, è “ordinare”, “riservare legalmente un certo ufficio per una funzione”.

Permettetemi di esaminare con voi solo qualche breve esempio. Forse non avrete tempo di cercarli tutti. Matteo 24:45 “che il suo padrone ha preposto ai suoi domestici”. “Kathistemi” -“riservare legalmente un certo ufficio per una funzione”. Matteo 24:47 “Gli affiderà l’amministrazione di tutti i suoi beni”. Luca 12:14 “Chi mi ha costituito giudice e arbitro su di voi?”.  “Kathistemi”-costituito. Atti 6:3 “Perciò, fratelli, cercate fra voi sette uomini…a cui noi affideremo questo compito”. Affideremo – “kathistemi”, questa volta viene tradotto come “affideremo” invece che costituiremo. Lo stesso verbo greco. Atti 7:10 “il quale lo costituì governatore sull’Egitto”. Capite il concetto di questo verbo? Tito 1:5 “Costituisca degli anziani in ogni città”. “Kathistemi”. Ebrei 5:1 “ogni sommo sacerdote è costituito…”. Altre versioni leggono “ordinato”. “…per gli uomini nelle cose che riguardano Dio”. Il verbo è ancora “Kathistemi”. Ebrei 7:28 “La legge infatti costituisce come sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza”. Questo verbo viene usato sistematicamente a significare “ordinare” o “riservare legalmente un certo ufficio per una funzione”.

Ora, nell’uso e nel contesto, colui che fa o costituisce o ordina è colui che ha l’autorità per farlo. È in una posizione di autorità che lo rende in grado di costituire o ordinare. Ora, chi è che ci ha ordinati o riservati legalmente o costituiti peccatori? Peccatori “per la disubbidienza di uno”. Chi è quell’uomo? Adamo. Quale autorità ha consentito ad Adamo di ordinare, riservare legalmente l’intera stirpe di peccatori? Due sono i fattori che gli hanno dato l’autorità di costituire legalmente, ordinare peccatrice tutta la stirpe. Due. Seguitemi.

  • Era il capo o rappresentante legale di tutta la stirpe (PP 33.2, CT 33.1). Perciò la sua posizione giuridica davanti a Dio, per la legge di rappresentanza, determinava la posizione giuridica di tutta la razza, poiché in lui era costituita giuridicamente tutta la razza. Ne discuteremo. Ma guardiamo il secondo fattore, o posizione, che ha dato autorità ad Adamo.
  • Era il padre di tutta la stirpe. Perciò, il suo stato naturale, cioè la condizione della sua natura fisica, mentale e spirituale, per la legge dell’ereditarietà, avrebbe determinato l’eredità genetica di tutta la sua discendenza.

 

Sono chiari i due fattori? Numero 1) è il rappresentante legale. La sua posizione giuridica davanti a Dio per la legge di rappresentanza determina la posizione giuridica di tutta la stirpe. Numero 2: è il padre di tutta la stirpe. Il suo stato naturale, per la legge dell’ereditarietà, ha determinato l’eredità genetica di tutta la sua discendenza.

Quindi, ciò che Adamo era, tanto giuridicamente quanto geneticamente, ha ordinato o costituito ciò che, giuridicamente e geneticamente sarebbe stata la stirpe. Perché in lui era costituita tutta la stirpe, sia giuridicamente sia geneticamente. Eravamo tutti in lui e tutto quello che è successo a lui in quel senso è successo a chi? A noi, in senso vero e proprio. Seguitemi.

Prendiamo in considerazione prima di tutto il significato di giuridicamente. La posizione giuridica di Adamo davanti a Dio determina, per la legge di rappresentanza, la posizione giuridica di tutta la stirpe. Leggo da Manuscript, 126, del 1901. “Adamo doveva rendere perfetta obbedienza a Dio, non solo per se stesso, ma anche per la sua discendenza. Dio gli aveva promesso che se avesse superato la prova della tentazione, preservando la sua fedeltà al creatore nella grande prova a cui sarebbe stato sottoposto, la sua obbedienza gli avrebbe garantito accettazione e favore presso Dio”. Ma era tutto? Ascoltate. “Sarebbe stato stabilito per sempre in santità e beatitudine, e queste benedizioni si sarebbero estese a tutta la sua discendenza. Ma Adamo non superò la prova. E poiché si ribellò contro la legge di Dio, tutti i suoi discendenti sono diventati peccatori”. (9MR 229.1). Poiché – chi si ribellò contro la legge di Dio? – Poiché lui, Adamo, si ribellò contro la legge di Dio, tutti i suoi discendenti – chi sono? Siamo noi – sono diventati peccatori. Infatti “come per la disubbidienza di un solo uomo i molti” cosa? “Sono stati costituiti peccatori”.

E ancora, nella Lettera 143, del 1900, che si trova in Manuscript Release 347, ascoltate attentamente la parola che viene usata perché è molto significativa: “Adamo disobbedì e lasciò in eredità il peccato ai suoi posteri in maniera inalienabile” (6MR 3.1). Disobbedì e lasciò in maniera inalienabile [nell’originale, entail]. Cosa vuol dire”? Sul dizionario trovo che entail è un termine legale. 1. Significa cedere in maniera inalienabile beni, come per esempio terreni, a una persona e ai suoi discendenti; limitare l’eredità di un bene a una specifica linea ereditaria in modo che non possa essere giuridicamente trasferita. Numero 2: causare o implicare come conseguenza inevitabile. Cosa fece Adamo? Adamo disobbedì e lasciò alla sua discendenza il peccato quale eredità inevitabile e inalienabile. Questa frase ha un duplice senso: prima di tutto quello giuridico, perché era il nostro rappresentante legale, e poi anche genetico, perché era il nostro nobile padre.

Ancora, leggo in Signs of the times, del 19 maggio 1890 “Adamo peccò e i figli di Adamo ne condividono la colpa e le conseguenze…” (ST 19 maggio 1890 par.8). È chiaro?

Fratelli e sorelle, non oso parlare di questo tema con parole mie. Ecco perché in questa trattazione ricorro scrupolosamente all’ispirazione. Rileggo: “Adamo peccò e i figli di Adamo ne condividono la colpa e le conseguenze”. Ne condividono solo le conseguenze? No, cos’altro condividono? Ne condividono la colpa. Signs of the times, 19 maggio 1890.

Lettera 8, 1895, ancora. “…i figli ricevettero da Adamo un’eredità di disubbidienza, colpa e morte”. (13 MR 14.1). Cosa ricevono? Un’eredità di disubbidienza, colpa e morte.

Ancora, Bible Echoes, 16 luglio 1894. “La caduta di Adamo fu una cosa terribile, e le conseguenze del suo peccato tanto malvage che non esistono parole per descriverle. Per la sua disubbidienza alla legge divina, il mondo cadde nel caos e in preda alla ribellione. A causa della sua disubbidienza, sull’uomo pende la pena della violazione della legge, è condannato a morte. (citazione sul web, ST 8 gennaio 1894, par.5). A causa della disubbidienza di chi? Della disubbidienza di Adamo, A causa della disubbidienza di Adamo, sull’uomo pende la pena della violazione della legge, è condannato a morte.

Ancora, Manoscritto 122 del 1901. “A causa della disubbidienza di Adamo, ogni essere umano è trasgressore della legge e venduto come schiavo al peccato”. (8MR 98.1). È chiaro? Perché siamo trasgressori della legge? Per la nostra disubbidienza? No. La nostra disubbidienza è una conseguenza dell’essere trasgressori della legge per la disubbidienza di Adamo. Non diventiamo peccatori perché pecchiamo! Pecchiamo perché siamo peccatori per colpa del peccato di Adamo. “Per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti” cosa? “peccatori”. (Rm 5:19). Tutti hanno peccato, “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Rm 3:23). Ma perché tutti peccano? Perché sono tutti peccatori di natura.

Ovviamente qui si riferisce a Romani 7:14 “A causa della disubbidienza di Adamo, ogni essere umano è trasgressore della legge e venduto come schiavo al peccato” (8MR 98.1). Cosa dice Paolo in Romani 7:14? “Infatti noi sappiamo che la legge è spirituale, ma io sono carnale, venduto come schiavo al peccato”. Venduto come schiavo al peccato. E a che peccato si riferisce? Al peccato di Adamo. Ecco di cosa sta parlando Paolo. A causa della disubbidienza di Adamo, ogni essere umano è trasgressore della legge e venduto come schiavo al peccato.

Notate bene, per favore. Siamo trasgressori della legge a causa della disubbidienza di Adamo, non della nostra. Disubbidiamo perché siamo per natura trasgressori della legge.

Guardiamo ora l’aspetto genetico. Essendo il padre della stirpe, lo stato naturale, la condizione della natura fisica, mentale, e spirituale di Adamo determinava, per la legge dell’ereditarietà, l’eredità genetica dell’intera stirpe. Quindi, qualsiasi cosa fosse accaduta alla sua natura è accaduta in senso vero e proprio anche alla nostra, perché siamo geneticamente costituiti in lui, siamo “nei suoi lembi” (Ebrei 7:9-10). Giusto? Quando è diventato soggetto alla morte, quanti di noi sono diventati soggetti alla morte? Tutti. Perché? Perché siamo stati tutti geneticamente costituiti in lui. Quando è diventato egoista e corrotto di natura, quanti di noi sono diventati egoisti e corrotti di natura? Tutti noi, perché siamo stati tutti geneticamente costituiti in lui.

Vedete, per la legge dell’ereditarietà gli è stata data la meravigliosa capacità di procreare come? A sua somiglianza (Gn 5:3). Ora, Dio gli ha dato quel dono col desiderio che fosse una meravigliosa benedizione per la sua discendenza, perché Dio voleva che la sua discendenza maturasse i benefici delle sue capacità fisiche, mentali e spirituali in costante sviluppo e miglioramento. E alla stirpe è stata la legge secondo cui, di generazione in generazione, avrebbero continuamente maturato i benefici delle generazioni precedenti, dell’obbedienza a Dio. Ma la cosa brutta e tragica del peccato è che prende i doni preziosi che nei piani di Dio dovevano essere una benedizione per la stirpe e li distorce e deforma e li trasforma in una maledizione. Quindi quando Adamo peccò, quanta parte della stirpe guadagnò Satana? Tutta, e sapeva molto bene che se fosse riuscito a guadagnare Adamo, avrebbe guadagnato tutta la stirpe. Perché sapeva che Dio aveva dato ad Adamo la capacità di procreare a sua immagine, e la posta in gioco era davvero alta. E quanto fu felice quando provocò la caduta del padre della stirpe umana, perché sapeva che aveva sconfitto tutta la discendenza. Oh, e che vittoria ottenne quando portò dalla sua parte il nostro progenitore e rappresentante legale.

Leggo da Manuscript 20 del 1898: “Egli (Adamo) era stato dotato di una natura santa, senza peccato, pura, senza macchia, ma cadde perché diede ascolto al nemico, e la sua discendenza ne fu corrotta. “Per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori” (8MR 39.2). Avete visto il contesto in cui viene usato questo versetto? Egli cadde perché diede ascolto al nemico e la sua discendenza ne fu corrotta. “Per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori”.

La sua discendenza ne fu corrotta. Cos’è la corruzione? Vi abbiamo appena fatto cenno in uno dei nostri studi precedenti, ma rivediamola adesso. Nel libro In heavenly places, the morning watch book”, pagina 196, Ellen White definisce la corruzione come disordine morale (HP 196.2).

A pagina 24 del libro Counsels on stewardship abbiamo anche questa riflessione sul significato di corruzione. “L’egoismo è l’essenza della corruzione, e siccome gli esseri umani hanno ceduto a questa forza, ciò che si vede nel mondo oggi è l’opposto della lealtà a Dio” (CS 24.2). Cos’è la corruzione? È il disordine morale, l’essenza del quale è l’egoismo.

Vedete, quando la legge dell’amore fu incisa nel cuore dell’uomo (SU12.1, 243.2), essa teneva in perfetta armonia e in ordine tutte le facoltà costituite da Dio, non solo tra di loro ma anche in relazione a Dio. Ma quando l’egoismo prese il posto dell’amore nel suo cuore (SC 17.1), tutte le facoltà ne furono corrotte e caddero in un caos e in un disordine terribili. E l’uomo divenne corrotto per natura (2T 61.2).

Ora, quando e dove la famiglia umana cedette alla forza dell’egoismo e divenne quindi corrotta? Nella persona dei nostri progenitori nel giardino dell’Eden. Genesi 3 racconta l’evento. Leggo da Manuscript 55, del 1902, “I suoi sforzi (di Satana) per ingannare i nostri progenitori ebbero successo. Creati a immagine di Dio, i membri della famiglia umana persero la propria innocenza, cedettero alla trasgressione e, in quanto infedeli, iniziarono il proprio declino… Invece di rimanere sotto l’influsso di Dio in modo da riflettere l’immagine morale del suo Creatore, l’uomo si sottomise al controllo dell’influsso di Satana, e diventò egoista. Pertanto il peccato divenne un male universale. E che male spaventoso è il peccato! Cedendo alle tentazioni di Satana i nostri progenitori spalancarono le porte del mondo al male” (9MR 237.4-6). Come lo fecero? Portando l’egoismo, o meglio, permettendo a Satana di introdurre l’egoismo nella natura umana.

Principi di educazione cristiana, pagina 129 “L’egoismo è….la maledizione di questo mondo”. (PEC 129.4, 19MR 93.1). E quando l’egoismo fu impiantato nella sua natura, l’uomo spalancò le porte al male per tutta la stirpe. Perché, per la legge dell’ereditarietà, avrebbe avuto di conseguenza una discendenza egoista per – cosa? – per natura. Quando Adamo si sottomise al controllo di Satana e divenne per natura egoista, in quel momento il peccato divenne inevitabilmente un male universale, perché “tutto il peccato è egoismo”. È una citazione dalla Lettera 165, del 1901 “Tutto il peccato è egoismo” (3MR 331.2). E quando Adamo divenne egoista per natura, divenne anche peccatore per natura, e tutta la sua discendenza diventò inevitabilmente peccatrice ed egoista per natura.

Leggiamo ora nel libro delle veglie mattutine “The Upward Look”, pagina 183 “Gli uomini e le donne sono esseri limitati, sbagliano e sono egoisti di natura”. (UL 183.2). Sono cosa? Egoisti di natura. Perché siamo egoisti di natura? Perché siamo stati concepiti da esseri egoisti, i nostri genitori. E perché sono egoisti? Perché furono concepiti dai nostri nonni, egoisti pure loro. E perché sono egoisti? Si torna indietro fino a chi? Ad Adamo. Quando Adamo permise che il seme dell’egoismo fosse piantato nella sua natura, segnò il destino di tutta la sua discendenza.

Review and Herald, 16 aprile 1901 “Satana convinse Adamo a peccare. Così la natura umana fu corrotta proprio alla fonte”. (RH 16 aprile 1901, par. 5). Non c’è da stupirsi se leggiamo che l’uomo è corrotto di natura. “Satana convinse Adamo a peccare. Così la natura umana fu corrotta proprio alla fonte”.

Questa natura peccaminosa, risultato della trasgressione della legge di Dio da parte di Adamo ed Eva, è sotto condanna? Certo che lo è. Ascoltatemi bene. Review and Herald, 17 settembre 1895. “La natura umana è corrotta”. Lo abbiamo stabilito chiaramente, giusto? Perché? Perché, quando Adamo permise all’egoismo di far parte della sua natura, ne fu corrotto e, di conseguenza, tutta la sua discendenza fu destinata a essere corrotta di natura. Di nuovo torniamo alla frase “La natura umana è corrotta ed è giustamente condannata da un Dio santo”. (RH 17 settembre, 1895, par.7). Che cosa è giustamente condannato da un Dio santo? La natura umana corrotta. Fratelli e sorelle, dobbiamo quindi concludere che se le parole intendono quello che sembrano dire, l’uomo decaduto è peccatore di natura dalla nascita, persino prima di commettere peccato. “Per la disubbidienza di un sol uomo” infatti “i molti sono stati” cosa? “Costituiti peccatori”. Sia giuridicamente che geneticamente. “La natura umana è corrotta ed è giustamente condannata da un Dio santo”.

Seguite con me questo ragionamento. Ascoltate queste parole ispirate, una dopo l’altra, e ditemi se il discorso vi torna:

Lettera 165, 1901 “Ogni egoismo è peccato” (3MR 331.2)

Youth’s instructor, 9 dicembre 1897, “Ogni egoismo è condannato dalla legge di Dio” (YI, 9 dicembre 1897, par. 3).

Testimonies, vol. 4, pagina 496 “Nel cuore umano alberga un egoismo naturale” (4T 496.1). Che tipo di egoismo? Un egoismo naturale.

Bible Commentary, vol.5, pagina 1138, “L’egoismo, che dimora nel cuore per natura, è rafforzato  dall’egocentrismo” (5BC 1138.9). Capite cosa sta dicendo? Il nostro peccato, il nostro egocentrismo ci possono rendere più egoisti, chiaro? Ma tutto inizia da una natura come? Egoista. Lo rileggo. Bible commentary, vol.5, pagina 1138, “L’egoismo, che dimora nel cuore per natura, è rafforzato dall’egocentrismo”.

Counsels on Stewardship, pagina 24, “L’egoismo è l’essenza della corruzione”. (CS 24.2).

Amazing Grace, pagina 258, “Dobbiamo ricordare che i nostri cuori sono di natura corrotti”. (AG 258.4). Perché? L’egoismo è l’essenza della corruzione, e nel cuore umano dimora per natura l’egoismo. Seguite il ragionamento?

Conclusione. Review and Herald, 17 settembre 1895: “La natura umana è corrotta ed è giustamente condannata da un Dio santo”. (RH 17 settembre, 1895, par.7). Perché? Perché l’egoismo è peccato e perché nel cuore alberga per natura l’egoismo. Ecco perché è corrotto. Perciò, la natura umana è sotto condanna. Chiaro?

Il motivo per cui tratto questo tema tanto diligentemente, fratelli e sorelle, è per questi tentativi genuini seppur malaccorti di considerare Cristo un nostro solidale Fratello maggiore pur cercando di preservare la Sua completa libertà dal peccato. Credo che Cristo sia il nostro solidale Fratello Maggiore e credo che ci sia un modo per apprezzarlo pienamente come tale senza fare cose che lo rendano peccatore di natura. Se egli era tutto ciò che siamo noi alla nascita, che cos’era di natura? Egoista. Com’era la sua natura? Corrotta. Cosa sarebbe stato allora? Sotto la condanna della legge. Siamo pronti, siamo disposti ad arrivare a questa conclusione riguardo al nostro Signore? Se era sotto condanna, fratelli e sorelle, per colpa di qualcosa che era in lui stesso, poteva andare sulla croce ed essere condannato per i vostri peccati e i miei? No. Sarebbe stato condannato per i suoi peccati, se non altro per quelli di natura, anche se non aveva mai commesso peccati, sarebbe stato comunque cosa? Peccatore di natura e di conseguenza sotto condanna. Vedete, fratelli e sorelle, che non possiamo, non possiamo affermare che era senza peccato se gli attribuiamo tutto ciò che noi abbiamo alla nascita e diciamo che la sua innocenza era totale solo perché non aveva mai commesso peccati? Siamo peccatori sotto condanna prima ancora di commettere peccato. Spero sia chiaro.

Principi di Educazione Cristiana, pagina 18. Quale altra conseguenza ha avuto la trasgressione di Adamo sulla nostra natura?“Nell’esperienza di ogni persona si manifestano le conseguenze del primo peccato: c’è nella natura umana un’inclinazione al male, una forza alla quale noi, se non aiutati, non possiamo resistere” (PEC 18.4). Cosa c’è nella sua natura? Un’inclinazione al male, una forza alla quale noi, se non aiutati, non possiamo resistere. Ed è conseguenza di cosa? Nell’esperienza di ogni persona si manifestano le conseguenze dell’aver mangiato il frutto della conoscenza del bene e del male

Di nuovo, Bible Commentary, vol. 5, pagina 1128, “Il primo Adamo fu creato come essere puro, senza peccato, senza macchia di peccato. Era stato creato a immagine di Dio. Poteva cadere, e cadde con la trasgressione. A causa del suo peccato, la sua discendenza nacque con inclinazioni innate alla disubbidienza”. (5BC 1128.4). Avete sentito? Oh, c’è un tema molto molto importante che sottende questa frase e ne discuteremo più tardi. Ma permettetemi intanto di farvici iniziare a riflettere. A causa del peccato la sua discendenza nacque con cosa di innato? Con le inclinazioni alla disubbidienza.

Ora, ci sono quelli che pensano che abbiamo inclinazioni alla disubbidienza solo quando pecchiamo. Allora poi sviluppiamo un’inclinazione, e questo avviene perché è stato detto chiaramente che Cristo non aveva le nostre? Inclinazioni al peccato. (13MR 18.1-19.1). Questo si spiega dicendo semplicemente che Cristo non ha mai peccato, perciò, non ha mai sviluppato un’inclinazione al peccato. L’unico modo per avere inclinazioni al peccato è quando commettiamo davvero il peccato. Ma alla luce di questo ragionamento cosa ne deriva? A causa del peccato, la sua (di Adamo) discendenza nacque con inclinazioni innate alla disubbidienza. È qualcosa che abbiamo sviluppato con una voluta trasgressione? Ovviamente no. Nasciamo così anche prima di commettere qualsiasi peccato. E le sviluppiamo? È così che dice? No, sono innate. Nasciamo con delle inclinazioni innate alla disubbidienza. E tra un po’ lo analizzeremo nel suo contesto un po’ più a fondo, se Dio vuole e se il tempo ce lo permette. Queste inclinazioni al male hanno corrotto tutte le facoltà della nostra natura.

Review and Herald, luglio 1893, mi spiace, di questo non ho il giorno. In un numero del mese di luglio del 1893 ad un certo punto si trova la frase: “Ogni facoltà umana si oppone naturalmente, in grado minore o maggiore, a Dio” (RH July 4, 1893, par. 4). Ogni facoltà umana si oppone… come? Naturalmente…. Cosa vuol dire? In modo innato. Ogni facoltà umana si oppone naturalmente, in grado minore o maggiore, a Dio. Quante facoltà? Ogni facoltà umana. Ma forse la conseguenza più devastante del peccato di Adamo sulla nostra natura e sulle nostre facoltà è stata quella sofferta dalla volontà umana, che è il potere che governa la natura dell’uomo, il potere decisionale e di scelta (SC 47.1). Che effetti tragici che ha avuto su questo il peccato di Adamo!

Leggo dal Bible commentary vol. 1, pagina 1083 “La caduta dei nostri progenitori ha rotto la catena d’oro dell’ubbidienza incondizionata della volontà umana a quella divina. L’obbedienza non è più stata considerata una necessità assoluta. Gli uomini seguono i disegni dei loro pensieri che, degli abitanti del vecchio mondo, il Signore ha definito malvagi in ogni tempo”.  (Gn 6:5, 1 BC 1083.9). Quando si infranse quella perfetta armonia fra la volontà umana e quella divina? Si infranse quando i nostri progenitori caddero. La caduta dei nostri progenitori ruppe la catena d’oro dell’ubbidienza assoluta della volontà umana a quella divina.

Non solo infransero la perfetta armonia, ma crearono un’altra armonia fra la volontà umana e quella di chi? Di Satana. Leggo da Testimonies, vol. 5, pagine 513-515 “… ricorda che la volontà è l’origine di tutte le tue azioni. Questa volontà, che è un fattore tanto importante nel carattere dell’uomo, dopo la caduta cedette al controllo di Satana che, da allora, opera nell’uomo a proprio piacimento portandolo alla rovina e alla miseria”. (5T 515.1). Quando cedette a Satana? Alla caduta, fratelli e sorelle.

Perciò leggiamo, in Review and Herald, 3 novembre 1904, “Di natura l’uomo non vuole essere quello che Dio desidera che sia”. (RH 3 novembre 1904, par.1). È chiaro? Siamo pronti a dirlo di Cristo? Una volontà tanto ribelle, seppur naturale, è sotto la condanna della legge (NL 25.1, Gv 1:29, PP 64.1, 1 SM 316.2-317.2, 330.1, 394.3, AuGleaner 19 agosto 1902, par. 3), fratelli e sorelle.

Ascoltate, leggo da Manuscript 72, 1901: “Fino a che i requisiti della santa legge erano applicati come norme di vita, l’uomo caduto non riusciva a capire la sua colpa, né a rendersi conto  della propria condizione di smarrimento e di perdizione. Gesù assoggettò il rispetto della legge direttamente all’anima, e pose la volontà, i desideri e le opere dell’uomo sotto la sua giurisdizione. Tutti gli errori, i pensieri e sentimenti condannati dalla legge devono essere dominati” (9MR 235.4). Cosa si trova sotto la giurisdizione della legge? La volontà. Una volontà che si ribella di natura contro la legge di Dio, dunque, è sotto cosa? Sotto condanna.

Com’è possibile, però, che possiamo essere ritenuti responsabili e condannati per una volontà che è stata venduta, ceduta da Adamo al controllo di Satana? Com’è possibile? Ascoltate. Quello che è stato venduto da Adamo è stato ricomprato da chi? Da Gesù Cristo. Ora, siamo responsabili della nostra volontà a motivo della potenziale libertà che abbiamo nel momento in cui accettiamo il prezzo che Cristo ha pagato per ricomprarla.

Leggo da Messaggi ai giovani, pagina 104 “Il sacrificio infinito che Dio ha fatto donando Gesù, il figlio prediletto, per sconfiggere il peccato, gli permette di dire, senza violare nessun principio espresso nelle sue leggi: “Affidatevi a me; donatemi la vostra volontà; sottraetela al controllo di Satana e io me ne impadronirò; allora potrò influire su di voi perché possiate volere e agire secondo la mia volontà”. Quando Dio vi darà lo Spirito del Cristo, la vostra volontà assomiglierà alla sua e il vostro carattere si trasformerà a sua immagine”. (MG, 104.1). Lode a Dio per queste buone notizie! Ma, fratelli e sorelle, è naturalmente possibile? No, non lo è. Quella volontà doveva essere ricomprata.

Vi chiedo, se Cristo avesse avuto una volontà venduta in schiavitù come lo era la nostra di natura, chi avrebbe potuto ricomprarla? Nessuno. Capite quanto deve essere significativamente e fondamentalmente diverso relativamente al potere che governa la natura dell’uomo? Capite come deve essere? Come deve essere di fatto. E c’è un pensiero ispirato molto specifico su quella differenza, che prenderemo in considerazione durante il nostro studio.

Di fatto “l’eredità dei figli è un’eredità di peccato”. Si trova in Child Guidance, pagina 475, “l’eredità dei figli è un’eredità di peccato” (CG 475.3). O, per dirla con Davide nel Salmo 51:5 “Ecco, io sono stato formato nell’iniquità, e mia madre mi ha concepito nel peccato” (Salmo 51:5). Perché siamo stati formati nell’iniquità? Perché nasciamo in uno stato di peccato? Perché siamo concepiti nel peccato. E siccome questa è la nostra eredità naturale, cosa facciamo? In realtà, qual è l’unica cosa che possiamo fare fino alla rinascita? Peccare. Salmo 58:3 “Questi empi si sono corrotti fin dal grembo materno; questi bugiardi si sono sviati fin dalla nascita” (Salmo 58:3). È così chiara la Parola di Dio su questo argomento.

Perciò leggiamo -e, genitori, prendete nota- Testimonies, vol.3, pagina 565 “I nostri giovani vogliono madri che insegnino loro, sin dalla culla, a controllare le passioni, a contrastare gli appetiti e a vincere l’egoismo”. (3T 564.3). Dobbiamo aiutarli a vincere l’egoismo a partire da quando? Sin dalla culla. Perché? Perché lo hanno ricevuto come eredità naturale, ecco perché. Non lo devono sviluppare, vero, cari genitori? Quanto tempo gli ci vuole per manifestino la loro piccola natura egoista? Circa due giorni. Assolutamente pochissimo. E qualsiasi genitore che abbia cresciuto dei figli conosce la naturale eredità del peccato, credo, a meno che non inganni se stesso. Cari genitori, aiutiamo sin dalla culla i nostri figli a vincere l’egoismo: dobbiamo condurli dalla culla alla croce (MH 386.2, 2SM 433.2) -la loro esperienza di conversione. Ma quel periodo, dalla culla alla croce, è il più vulnerabile e importante per i nostri figli. Chi è responsabile per loro? Noi lo siamo. Dopo la croce, combattono le battaglie da soli, ma prima della croce dobbiamo combattere con loro.

Come combattiamo le battaglie dopo la croce? Ascoltate. Nella raccolta di veglie mattutine My Life Today, alla pagina 52 “Se combattete contro la natura umana egoista, farete progressi costanti nel dominare le tendenze al male ereditarie e coltivate” (ML 52.4). Come combattiamo la natura umana egoista? Dominando le tendenze al male ereditarie e coltivate. Perché questa è la natura umana egoista. Sono le tendenze al male ereditarie e coltivate.

Non c’è da stupirsi se nel Bible Commentary, vol. 4, alla pagina 1154 leggiamo: “Dio odia le tendenze al male ereditarie e coltivate” (4BC 1154.9). Dio cosa? Odia le tendenze al male ereditarie e coltivate. Perché Dio le odia? Dio odia solo cosa? Solo il peccato. Perché odia le tendenze ereditarie al male? Perché esse sono peccato. C’era qualcosa in Cristo che Dio odiava? C’era? Le tendenze ereditarie al male, erano qualcosa di Cristo che Dio odiava? (Mt 3:17). Direi di no, fratelli e sorelle. Non aveva quella natura umana egoista che abbiamo noi. Se ci fosse stato dell’egoismo in Lui, persino egoismo di natura, sarebbe stato cosa? Un peccatore di natura, e avrebbe avuto bisogno di un Salvatore. E, ditemi, chi sarebbe stato il Suo Salvatore?

E per quanto tempo dovremo combattere questa natura egoista, queste tendenze ereditarie e coltivate, per quanto tempo? Review and Herald, 29 novembre 1887: “Dalla croce alla corona c’è un lavoro impegnativo da fare. Bisogna lottare col peccato congenito e fare guerra contro il male esterno”. (RH 29 novembre 1887, par. 12). Da quando a quando? Dalla croce alla corona. Portiamo i nostri figli dalla culla alla croce, poi dovranno combattere dalla croce fino a quando? Fino alla corona. Dalla croce alla corona c’è un lavoro impegnativo da fare. Bisogna lottare col peccato congenito e fare guerra contro il male esterno.

Tra l’altro, quando riceviamo la corona? Cos’è la corona? È la corona dell’immortalità, dell’incorruttibilità, che riceviamo in un attimo, in un batter d’occhio (1 Cor 15:52-53), è la glorificazione. Fino al momento della glorificazione contro cosa dobbiamo combattere? Contro il peccato congenito. E quello viene dopo la fine di cosa? Del tempo della tribolazione. Ora, fratelli e sorelle, ricordatevi che anche dopo la fine della tribolazione saremo ancora cosa? Saremo ancora tutti peccatori. Ma peccheremo dopo la fine della tribolazione? Non potremo. Dobbiamo arrivare al punto in cui, mediante la grazia di Dio, avremo lottato tanto abilmente contro il peccato innato che il nostro vecchio uomo (Rom 6:6, Col 3:9) sarà stato messo all’angolo, steso a terra, e preferiremmo morire che trasgredire consapevolmente la legge di Dio (5T 53.2). E possiamo arrivare a quel punto, fratelli e sorelle, possiamo.

Ma arrivare a quel punto, ci rende forse scevri dal peccato? No. Molti uomini sono arrivati a quella condizione in passato, uomini di Dio che avrebbero preferito morire che trasgredire consapevolmente la legge di Dio. Ma cosa hanno confessato? Atti degli Apostoli, 561: “Ma hanno “confessato la loro anima peccatrice” (AA 561.1). Avrebbero preferito morire che trasgredire consapevolmente la legge di Dio, eppure confessavano cosa? Confessavano la loro natura peccatrice. Gesù Cristo ha mai dovuto fare una confessione del genere? Capite, c’è molto più del semplice peccato, vero? Ammettetelo. Siamo sotto condanna non solo per le cose sbagliate che facciamo, ma per la natura egoista e peccatrice che abbiamo. (1 SM 220.1-3). Dobbiamo confessarlo ed essere perdonati per questo. Grazie a Dio ci viene elargita la redenzione espiatoria. (RH 17 settembre 1895, par. 7: “La natura umana è corrotta, e giustamente condannata da un Dio santo. Ma al peccatore penitente, che crede per fede nell’espiazione  dell’unigenito Figlio di Dio, viene concessa la possibilità di essere perdonato, trovare la giustificazione, ricevere l’adozione nella famiglia celeste e diventare erede del regno di Dio. Il carattere viene trasformato grazie all’opera dello Spirito Santo che, secondo il desiderio e il consenso dell’uomo, lavora impiantando in lui una nuova natura. Viene ripristinata l’immagine di Dio che, rafforzata e rinnovata giorno dopo giorno dalla grazia, è in grado di riflettere sempre più perfettamente il carattere di Cristo in giustizia e vera santità”).

Oh, fratelli e sorelle, mi rendo conto di aver condiviso con voi una dura realtà, ma metà di questo testo ci dà anche una buona notizia, e ci arriveremo. Potete aspettare? “Per la disubbidienza di un sol uomo i molti sono stati costituiti peccatori, ma” grazie a Dio c’è quella piccola congiunzione, “per l’ubbidienza di uno solo i molti saranno-cosa?- costituiti giusti”. (Romani 5:19). Ma non siamo pronti per la buona notizia fino a che non capiamo completamente quella brutta. La buona è tanto buona quanto brutta è la brutta. Per ogni uomo che non riconosce il proprio stato congenito di disperazione e vulnerabilità, ce n’è un altro che non apprezza adeguatamente il privilegio della rinascita spirituale. Lodiamo Dio per il Secondo Adamo (FW 88.3).

Per concludere, ecco delle buone notizie. Permettetemi di condividerle con voi. Messaggi ai giovani, pagina 47 “Adamo cadde sotto il controllo di Satana e così introdusse il peccato nel mondo e con il peccato la morte… L’uomo si è venduto a Satana, ma Gesù ha riscattato l’intera umanità” (MG 47.3). Lodiamo Dio per questo. Ma vi chiedo, se Gesù è venuto come schiavo, chi l’ha ricomprato? Per favore riflettete su queste cose. Questa è la nostra condizione naturale quando veniamo al mondo, siamo schiavi.

Segni dei Tempi, 19 maggio 1890, “Adamo ha peccato e i figli di Adamo condividono la sua colpa e le sue conseguenze”. Ci fermiamo qui ma ecco la buona notizia. Ascoltate. “Ma Gesù ha portato la colpa di Adamo e tutti i figli di Adamo che si rifugiano in Cristo, il Secondo Adamo, possono sfuggire alla pena della trasgressione” (ST 19 maggio 1890, par.8). Vedete, fratelli e sorelle, questa è la soluzione al problema del peccato ereditario. Non lo risolviamo col battesimo da piccoli o in qualche altro modo. Lo risolviamo grazie alla redenzione. Rileggo: “Adamo ha peccato e i figli di Adamo condividono la sua colpa e le sue conseguenze. Ma Gesù ha portato la colpa di Adamo e tutti i figli di Adamo che si rifugiano in Cristo, il Secondo Adamo, possono sfuggire alla pena della trasgressione”. E quando i nostri figli non arrivano a conoscere e apprezzare la redenzione, chi lo fa per loro mediante la fede? Lo facciamo noi genitori. (2 SAT 198.5-199.3). E sono coperti? Sì. Lode a Dio. Quindi non abbiamo nulla a che vedere col battesimo da bambini (GC 189.4) grazie alla benevola elargizione della redenzione.

Ma vi chiedo di nuovo: se Gesù avesse condiviso la colpa di Adamo e le sue conseguenze come noi, chi l’avrebbe portata per Lui? Ha potuto portarla per noi, fratelli e sorelle, solo perché non l’ha condivisa con noi, e se noi, nel tentativo di renderlo nostro solidale esempio, insistiamo  dicendo che l’ha condivisa con noi, proprio allora distruggiamo la Sua capacità di prendere il nostro posto per portarla per noi. Capite? Sì, è un esempio solidale, lode a Dio per questo, ma non distruggiamo la Sua funzione sostitutiva. Non possiamo. Ci serve quel Salvatore, giusto? Non facciamo che lui stesso abbia bisogno di un Salvatore. Cari miei, forse nessuno qui lo fa, ma a volte diciamo inavvertitamente o senza pensare delle cose che lo fanno intendere. Non ci rendiamo conto di quello che diciamo.

Nella raccolta di meditazioni per il mattino The Faith I live by, pagina 113, altra buona notizia. Volete altre buone notizie? “Coloro che (perciò) accettano Cristo sono considerati da Dio figli e figlie di Dio, non perché sono in Adamo, ma perché sono in Gesù Cristo” (FLB 113.5). Lodiamo Dio per il Secondo Adamo. Ma vi chiedo di nuovo, se Cristo fosse stato in Adamo come noi siamo in Adamo, chi sarebbe stato il Suo intercessore? Chi sarebbe stato il Suo mediatore, chi sarebbe stato il Suo Rappresentante che poteva essere considerato qualcosa di diverso da lui stesso? Lui, Gesù, è il Secondo Adamo. Non era rappresentato dal primo, Lui è il Secondo Adamo. Il nuovo rappresentante legale e nobile padre di una nuova stirpe spirituale. “Per l’ubbidienza di uno solo i molti – quelli che sono rinati nello spirito – saranno costituiti giusti”. (Rm 5:19, Gv 3:3). Oh, grazie a Dio per il Secondo Adamo! Preghiamo?

Padre celeste Ti ringrazio infinitamente perché, come per la disubbidienza di un solo uomo, i molti sono stati costituiti peccatori, per l’ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti. Oh, Signore, aiutaci a renderci conto appieno della nostra condizione naturale che ci costituisce peccatori per la disubbidienza di un solo uomo. Aiutaci a renderci conto che tanto sul piano giuridico quanto su quello morale siamo stati costituiti peccatori da lui. E Signore Ti ringraziamo perché è solo quando ci rendiamo conto della totale disperazione e dell’impotenza della nostra condizione che siamo pronti ad accettare pienamente e apprezzare la speranza e l’aiuto che ci vengono da Gesù Cristo. Signore, Ti ringrazio perché Egli è venuto ed è diventato uno di noi, in modo da essere il nostro Sostituto immacolato e, allo stesso tempo, il nostro solidale Fratello Maggiore ed Esempio. E grazie perché ha la piena facoltà di essere entrambi. Aiutaci a capire e ad apprezzare il concetto di Incarnazione ancora di più, man mano che continuiamo i nostri studi. Questa è la nostra preghiera nel nome di Gesù. Amen.

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