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Padre celeste, Ti ringrazio per il privilegio di potermi rivolgere a Te come a un Padre. Riconosco di essere degno di un tale privilegio solo per la grazia in Gesù Cristo, non per me stesso. Oh, Padre, Ti ringrazio per averci accolti, me e i miei fratelli acquisiti grazie al sangue versato, nell’Amato (Efesini 1:6), e per averci riconosciuti nella grazia come Tuoi figli e Tue figlie adottivi.

Grazie, Padre, perché sappiamo che ci ami infinitamente con un amore di Padre che trascende di gran lunga qualsiasi amore paterno umano. (Lc 11:11-13). E quindi veniamo fiduciosi, come figli bisognosi, sapendo che non ci rifiuterai perché ci vuoi bene e ci vuoi benedire. E quello che ti chiediamo questa mattina, Padre, è ciò di cui abbiamo tanto bisogno proprio ora, cioè che la forza illuminante, ravvivante ed energizzante del Tuo Spirito invada le nostre menti. Il peccato ha danneggiato e oscurato le nostre facoltà mentali a tal punto, Padre, che a meno che non ci sia quello Spirito presente, attivo e operante in noi, non potremo mai capire davvero la verità da essere liberi (Gv 8:32). Potremmo forse accettare a livello intellettuale certe verità astratte, ma, Padre, non ne saremo soddisfatti. Vogliamo conoscere la verità che ci trasformerà, vogliamo conoscere la verità in maniera tale che ci trasformi come Colui che è la verità, Cristo Gesù. (Gv 14:6). Vogliamo non solo conoscere la verità, ma anche conformarci alla verità. Vogliamo sottometterci, vogliamo arrenderci a ciò che richiede dalla nostra esistenza, in modo che ci possa modellare e forgiare a somiglianza amorevole di Colui che è la verità. Padre, mediante lo Spirito di verità (Gv 15:26), prego che sia questa la nostra esperienza. Pianta i semi della verità nel giardino della nostra mente in modo che possano germinare col consenso della nostra volontà e che possano portare frutti (MH 42.3), il frutto di un carattere simile a quello di Cristo per la Tua gloria. Questa è la mia preghiera nel nome di Gesù. Amen.

Il titolo del nostro studio di oggi è “La terra…ti istruirà”. Qualcuno sa dove si trova? Tutti i titoli dei nostri studi, tra l’altro, se non l’avete già notato, sono presi dalle Scritture. Lasciate che vi dia un contesto un po’ più ampio. “Parla alla terra ed essa ti istruirà”. Dove si trova? Si trova nel libro di Giobbe, infatti, Giobbe 12:8. E si tratta di una profonda verità. Giobbe 12:8. “Parla alla terra ed essa ti istruirà”.

Leggo da Manuscript 153, 1903: “Dio ha progettato la natura in modo che fosse una sorta di lezionario che riportasse l’uomo dal sentiero della disobbedienza a Dio. E’ necessario uno studio attento della natura sotto la guida dello Spirito Santo. Il Signore dà dimostrazioni pratiche, rende le verità familiari all’uomo, attraverso le cose più semplici esistenti in natura” (SD 241.3). “Parla alla terra ed essa ti istruirà”. In termini meravigliosamente semplici e comprensibili, la natura ci istruisce.

Ora, fratelli e sorelle, non è un caso che si usi la stessa parola in riferimento alla natura umana e al nostro regno, perché nell’ordine della natura troviamo parallelismi e insegnamenti molto diretti riguardo alla nostra stessa natura. Quindi, quando parliamo alla terra, essa ci insegna molto su chi? Su noi stessi. Sapete, la terra è stata maledetta. La natura che guardiamo è stata maledetta (Gn 3:17), ma allo stesso modo anche la nostra natura è stata maledetta (SC 9.3). Con cosa? Col peccato.

Aprite con me la Genesi al capitolo 3. Tra l’altro il motivo per cui dobbiamo studiare ancora la condizione dell’uomo – la sua condizione nel suo stato naturale – è che solo dopo averla capita chiaramente potremo arrivare a delle conclusioni corrette riguardo la natura di Gesù Cristo. Ed è questo ovviamente lo scopo principale del nostro studio. Il titolo della nostra serie, giusto per ricordarvelo, è “Il nostro Salvatore senza peccato ma solidale”. Dobbiamo capire qual era la Sua natura che gli consentiva di essere un Salvatore sì senza peccato, ma anche solidale; il nostro Sostituto senza peccato ma anche il nostro Esempio e Fratello Maggiore solidale.

Quindi, con questo obiettivo in mente, analizziamo insieme sia la natura dell’ordine creato sia la nostra stessa natura umana. Cosa possiamo imparare dall’ordine creato sulla nostra natura umana colpita dal peccato? Genesi 3:17-19 “Poi disse ad Adamo: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: “Non ne mangiare”, il suolo sarà maledetto -cosa?- per causa tua; – molto interessante, – il suolo sarà maledetto per causa tua. Ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l’erba dei campi; mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni – a cosa? – alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai».

Non trovate molto interessante che immediatamente dopo aver pronunciato la maledizione sulla terra, sul terreno, sulla polvere, ricorda ad Adamo che è cosa? È polvere. Che ritornerà alla terra da cui è stato tratto. Cosa ci sta comunicando Dio? Ci sta dicendo che, ciò che succede in natura succede ora nel tuo cuore, Adamo. È una lezione pratica. Per favore, impara. A causa del peccato, questa è la condizione in cui si trova la tua natura. Cosa produrrà ora naturalmente la natura umana? Spine e triboli (Gn 3:18).

Ascoltate, Testimonies, vol. 4, pagina 606: “La mente è il giardino, il carattere è il frutto” (4T 606.2-3). Tenete a mente questo. Ma ditemi, ora, per colpa del peccato, per colpa della caduta dell’uomo, cosa produce per natura il giardino della mente nella sfera del carattere? Cosa? Spine e triboli. Erbaccia. Nella raccolta di meditazioni del mattino “Amazing Grace”, a pagina 223 leggiamo: “Tutti i difetti del carattere hanno origine nel cuore”. La mente è il giardino, il carattere è il frutto. Tutti i difetti del carattere hanno origine nel cuore. Orgoglio, vanità, malvagità, concupiscenza, derivano dal cuore carnale, non rinnovato dalla grazia di Cristo”, (AG 223.4). Cosa produce il cuore carnale, o il cuore naturale, non rinnovato dalla grazia di Cristo? Erbaccia. Orgoglio, vanità, malvagità e concupiscenza. Questo è ciò che produce ora il cuore carnale.

Testimonianze, vol. 4, pagina 202-203 “Il suolo del cuore, come quello di un giardino, produrrà erbaccia e rovi, a meno che non vengano piantati semi di fiori preziosi, da curare e coltivare. Com’è la natura visibile, così è la natura umana” (4T 202.4). Parla alla terra e cosa? Essa ti istruirà. Com’è nella natura visibile così è l’anima umana”.

Ora, tutti voi probabilmente avrete familiarità col giardinaggio. Ditemi, cosa avete imparato dalla vostra esperienza in giardino? Qual è la cosa più facile da far crescere? L’erbaccia. Dovete fare sforzi per fare crescere l’erbaccia in giardino? Al contrario! Dovete andare al negozio e chiedere al vivaista di vendervi un pacchetto di semi di erbaccia se volete coltivare erbaccia? No. E’ insita nel suolo. È nel giardino. Capite qual è la lezione pratica morale? Non c’è bisogno di mettercela, tutto quello che dovete fare per far crescere quei brutti tratti del carattere è lasciare che le cose vadano in modo naturale. Giusto? Ci vuole fatica per produrre i tratti caratteriali dell’orgoglio, della vanità, della malvagità e della concupiscenza? Assolutamente no. Nascono in modo completamente spontaneo e naturale nell’uomo caduto.

Leggo da Mind, Character and Personality, pagina 7: “La somiglianza tra il campo non coltivato e una mente non allenata è incredibile. Nella mente e nel cuore di bambini e giovani ci sono già semi corrotti..”. Dovete metterceli? Sono già lì. Sono già nelle loro menti. “… semi corrotti, pronti a germinare e a portare frutti di perversione. Sono necessarie le cure e le attenzioni migliori per coltivare e conservare nella mente i preziosi semi della verità biblica (1MCP 7.3).

Cosa bisogna piantarci? La verità. Se volete far crescere qualcosa di valore nel vostro giardino, dovete prendere i semi e piantarceli, giusto? Perché non sono lì di natura. “Parla con la terra ed essa ti istruirà” (Giobbe 12:8). Caro fratello, cara sorella, la vostra natura, il vostro cuore, com’è nel mondo visibile, così è nella natura umana (4T 202.4). Così è nella natura umana.

Ora, ditemi, questi “semi della corruzione” che si trovano già lì, come ci sono arrivati? Sono stati ereditati. La particolare varietà e vitalità dei semi delle erbacce è determinata dalla nostra immediata cerchia ereditaria, cioè a ritroso fino alla terza e alla quarta generazione: punendo l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione (Esodo 20:5). Ecco come si determina la varietà specifica e la vitalità di quei semi. Ma come sono stati messi in generale i semi dell’erbaccia nella natura umana, i semi dell’egoismo? Da chi? Da Adamo. Ascoltate. Lettera 165, 1901 “Tutti i peccati sono egoismo”. Per favore tenete a mente questa frase. “Il primo peccato di Adamo è stato l’egoismo…e la tentazione che ha portato Adamo a peccare è stata la falsa affermazione di Satana secondo cui sarebbe stato possibile ottenere qualcosa di più di ciò che aveva  -sarebbe stato possibile essere come Dio stesso”. Ora, ecco la frase. Ascoltate: “Così i semi dell’egoismo furono seminati nel cuore umano” (3MR 331.2). Quando furono seminati i semi dell’egoismo nel cuore umano? Quando Satana ingannò Adamo e gli fece credere che c’era qualcosa di meglio cui ambire. A quel punto i semi dell’egoismo furono piantati nel cuore umano e Adamo, fratelli e sorelle, avrebbe generato, o avrebbe procreato a propria somiglianza, a propria immagine (Gn 5:1-3). Quindi quel piccolo lotto di giardino che avrebbe ripartito, se volete, tra Caino, Abele e Seth aveva già in sé cosa? I semi. Che tipo di semi? I semi dell’egoismo. Quindi avevano un giardino mentale che aveva già in sé i semi dell’egoismo. Questi sono le tendenze ereditate all’indulgenza verso se stessi, all’autogratificazione, alla glorificazione di se stessi.

Ora, ditemi, i semi dell’egoismo sono peccato? Tutti i peccati sono egoismo. Tutti i peccati sono egoismo (3MR 331.2). Cosa ci dice la serva del Signore sui semi? Nei semi c’è cosa? Tutta la pianta, giusto? (MB 56.2). Ci dice anche che Dio è in grado di vedere l’intero fiore avviluppato nella pianta (SC 67.3, PP43.1, COL 38.1), Egli può vedere la brutta erbaccia racchiusa nel seme, vero? I semi dell’egoismo sono essi stessi peccato, perché sono – qual è la parola che sto cercando? – sono i semi della realtà vera e propria, l’embrione, per usare un termine preso da un altro ambito, tra l’altro molto simile al primo, da cui mi devo cercare di trattenere perché è pregno di verità. I semi dell’egoismo, fratelli e sorelle, sono essi stessi peccato perché tutti i peccati sono egoismo. Ora, ecco un punto di vitale importanza. Siamo condannati per l’esistenza di quei semi dell’egoismo quando ci rifiutiamo volontariamente di far germinare quei semi? Oh attenzione, aspettate un minuto. Che Dio vi benedica. Siamo condannati per la presenza delle tendenze ereditate al male se, per mezzo di una volontà santificata, ci rifiutiamo di cedere? Siamo condannati per la loro presenza? No. Perché? Perché non sono condannabili? No. Perché l’espiazione ci libera dalla condanna. Capite? Sono condannabili, fratello mio, sorella mia, ma è una condanna per cui non siamo ritenuti responsabili, perché non possiamo farci nulla. È una mancanza inevitabile. (3SM 195.4). Ma possiamo farci qualcosa? La germinazione, il consenso della volontà a farlo. (Messenger 26 aprile 1893, par.3-5). Questo è un punto di vitale importanza da riconoscere.

Commentario biblico, vol. 5 pagina 1128. “A causa del peccato”, qui siamo di nuovo all’origine da cui vengono quei semi. “A causa del peccato la sua discendenza (di Adamo) è nata con una propensione innata alla disobbedienza” (5BC 1128.4). C’è di nuovo la nostra frase. Qual è la nostra condizione alla nascita? Siamo pieni di semi di erbaccia, la propensione innata alla disobbedienza. Queste sono le tendenze ereditate al peccato che riceviamo come diritto di nascita dai nostri genitori.

E ascoltate. Commentario biblico, vol.4, pagina 1154: “Dio odia le tendenze al male ereditarie e coltivate”. (4BC 1154.9). Egli cosa fa? Odia le tendenze al male ereditate e coltivate. Perché le odia? Cosa odia Dio soltanto? Il peccato. Le odia perché persino quelle tendenze, persino i semi dell’egoismo sono in se stessi peccato. Ma lodiamo il Suo nome, perché ha predisposto, con l’espiazione, di liberarci da quella condanna, se mediante la Sua grazia che ci rende capaci, ci rifiutiamo di concepire -e sono scivolato di nuovo in quell’ambito- ci rifiutiamo di far germinare, di piegare la nostra volontà a quelle tendenze al male ereditate. Ora, lo abbiamo detto di nuovo e forse lo dirò molte volte, ma voglio definire chiaramente cos’è il peccato, per quali aspetti del peccato siamo responsabili e come possiamo evitare di attirare la colpa su di noi. Sulle orme del gran medico, p. 92 “Molti devono lottare contro le tendenze ereditarie, desideri contro natura e impulsi sessuali”. (OGM 92). Dalla nascita. Forti tendenze al male ereditate. Leggo dalla raccolta di meditazioni del mattino Nei luoghi celesti,  pagina 195: “Le cattive abitudini si formano con più facilità delle buone”. Possiamo dire “amen” in risposta? Vi siete mai chiesti perché? Non dovete domandarvelo a lungo se ascoltate ciò che vi dice la terra. “Parla con la terra ed essa ti istruirà” (Giobbe 12:8). Qual è la cosa più facile da far crescere nel vostro giardino? “Le cattive abitudini si formano con più facilità delle buone e si abbandonano con più difficoltà”. È difficile sbarazzarsi di quei bellissimi fiori che coltivate in giardino o del mazzo di erbacce? Di quale è più difficile sbarazzarsi? Delle erbacce. “[Le cattive abitudini] si abbandonano con più difficoltà. La depravazione naturale del cuore rende atto di questo fatto risaputo…”. Siamo maledetti dal peccato, dal peccato dell’egoismo. E l’egoismo è l’essenza di cosa? Della depravazione. (CS 24.2). Ricordate? “La depravazione rende atto di questo fatto risaputo, e cioè che ci vuole meno fatica a demoralizzare i giovani, a corrompere le loro idee di carattere morale e religioso che a impiantare nel loro carattere le durevoli abitudini pure e incorrotte della giustizia e della verità. L’indulgenza verso se stessi, l’amore per il piacere, l’inimicizia, l’orgoglio, l’autostima, l’invidia, la gelosia cresceranno spontaneamente senza esempi e insegnamenti”. Non è la verità, genitori? “Nel nostro attuale stato decaduto  tutto ciò che serve è di abbandonare la mente e il carattere alle loro tendenze naturali. Nel mondo della natura, se lasciate un campo a se stesso lo vedrete coperto di spine e triboli, ma se produce cereali preziosi o bellissimi fiori, allora ci saranno state cure e fatiche. (HP 195.4). Che grandi insegnamenti che ci dà la natura.

“Tendenze ereditarie e coltivate” (4BC 1154.9), riflettiamoci insieme un attimo. Le tendenze ereditarie sono quei semi dell’egoismo insiti nel terreno del giardino della mente, giusto? Cosa sono le tendenze coltivate? Quelle che abbiamo fatto germinare e abbiamo iniziato a coltivare nel giardino della mente, le tendenze coltivate. Ok? Ora, quelle che abbiamo ricevuto, quelle tendenze che abbiamo ereditato per natura, la nostra volontà, per sua natura, le farà germinare, giusto? Perché la volontà, se vi ricordate (lezione 4, 5T 515.1), è per natura legata ai desideri della carne. E fino a che non diamo consapevolmente la nostra volontà al Signore Gesù Cristo, non possiamo smettere di far germinare quei semi. Quindi cosa succederà inevitabilmente crescendo, prima di essere consapevoli di ciò che è giusto o sbagliato? Da piccoli, cosa succederà inevitabilmente? Con la nostra volontà faremo germinare i semi dell’egoismo, che ben presto si faranno evidenti in un comportamento egoista, giusto cari genitori? Ma cosa dobbiamo fare per aiutare i nostri figli? Dobbiamo togliere le erbacce dal giardino al posto loro, perché non possono farlo da soli a quell’età. Giusto?

Pensate a quando Gesù Cristo era bambino. Lo studieremo poi, ma pensate a Cristo, per favore. Da bambino mentre cresceva sua madre ha dovuto estirpare le cattive abitudini dal Suo giardino? Fratelli e sorelle, se ci fossero stati segni di egoismo nella Sua vita persino da bambino, sarebbe stato cosa? Un peccatore sotto condanna. Quindi, quale doveva essere la condizione della Sua mente? Libera da cosa? Dai semi dell’egoismo. Libera dalle tendenze ereditate al male. Non era ovvio? Quali sono – era chiaro, tra l’altro, ma più avanti affronteremo questo tema molto più in dettaglio. Verrei riflettere insieme a voi, mentre studiamo la natura umana, cosa ci dice sulla natura umana di Gesù Cristo, ok?

Qual è l’origine di quei semi? Ecco un pensiero molto interessante che troviamo nel Commentario biblico, vol. 1, pagina 1086 “non c’era alcuna pianta nociva nel grande giardino del Signore” (1BC 1086.2). In altre parole, cosa ci dice sulla natura dell’uomo prima della caduta? Non c’erano erbacce di nessun tipo. La carne era santa. (4BC 1176.3-4). Mi seguite? Cos’è la carne santa? La carne santa è una natura totalmente libera persino dai semi dell’egoismo. L’uomo alla creazione aveva un corpo santo. E noi? Quando avremo un corpo santo? Quando saremo rapiti. (LDE 268.3). Torniamo alla nostra affermazione. “Non c’era alcuna pianta nociva nel grande giardino del Signore. Ma dopo che Adamo ed Eva peccarono, crebbero erbe velenose”. Notate il parallelismo? “Dopo che Adamo ed Eva peccarono, crebbero erbe velenose”  proprio come nella dimostrazione pratica che il Signore diede loro quando disse: “il suolo sarà maledetto per causa tua” (Genesi 3:17). Per trasmettervi qualcosa, continuo a interrompermi, perdonatemi. “Ma dopo che Adamo ed Eva peccarono, crebbero erbe velenose”, leggo di nuovo “Nella parabola del seminatore fu fatta al Maestro la domanda: “Signore, non hai seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?” Il Maestro rispose: -cosa? “Un nemico ha fatto questo”” (Mt 13;27-28). Ora ascoltate: “Tutta la zizzania è stata seminata dal maligno. Ogni erba velenosa viene dalla sua semina. E per mezzo dei suoi ingegnosi metodi di mescolanza, ha corrotto la terra con la zizzania” (1BC 1086.2). Da dove vengono quei semi che sono entrati nel mondo della natura? Da una mescolanza o perversione di quello che ha fatto Dio. Giusto?

Cosa dite di quelle tendenze ereditate al male? Cosa sono? Sono desideri e passioni donati da Dio ma corrotti, mescolati, se volete, con l’egoismo. Ascoltate. Leggo da Manoscritto, 47, 1896: “Spesso Satana ci conquista grazie alle nostre inclinazioni e ai nostri appetiti naturali. Ci sono stati dati da Dio e quando sono stati dati  all’uomo erano puri e santi”. Quando sono stati dati all’uomo com’erano? Erano puri e santi, non c’era nulla da condannare negli appetiti e nei desideri che Dio aveva dato, nelle inclinazioni naturali e negli appetiti. Puri e santi. Leggo ancora: “Il progetto di Dio era che la ragione governasse gli appetiti, e che questi fossero al servizio della nostra felicità. Quando sono regolati e controllati da una ragione santificata, per il Signore sono sacri. Ma gli appetiti naturali dell’uomo sono stati corrotti dall’indulgenza. Mediante una ricerca innaturale della gratificazione, sono diventati desideri carnali, che lottano contro l’anima. Se il cristiano non veglia in preghiera, perde le redini delle abitudini, che dovrebbero invece essere dominate. Finché non sentirà il bisogno di una vigilanza costante, di un controllo ininterrotto, le sue inclinazioni, fuorviate e abusate, diventeranno la pietra di inciampo che lo faranno riallontanare da Dio (14MR 294.3)”. Capite allora che quei desideri carnali che riceviamo come eredità naturale, che sono innati nel terreno della mente, sono una mescolanza delle passioni e dei desideri dati da Dio con l’egoismo, con l’indulgenza immorale? E Dio ce li ha dati per portarci a cosa? Alla felicità. E qui, fratelli e sorelle, c’è il loro potere di attrazione. Ecco la cosa brutta del peccato. Prende ciò che Dio ci dona per il nostro piacere e lo cavalca al fine di renderci schiavi e portarci alla rovina e alla morte. Le Scritture parlano dei piaceri del peccato (Eb 11:25). Giusto? Perché sono piacevoli? Perché usano le capacità date da Dio per procurare piacere in maniera egoista, contro la volontà di Dio. E questi piaceri durano quanto però? Per una stagione, quando vi si indulge in modo immorale. Solo per una stagione. Manuscript 48, 1897: “Le nostre tendenze naturali, se non corrette dallo Spirito Santo di Dio, hanno in sé i semi della morte morale”. Cosa fanno le tendenze? Le nostre tendenze naturali hanno in sé i semi della morte morale se non corrette dallo Spirito Santo. Leggo poi: “La carne con i suoi incitamenti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne” (Gal 5:17, 10MR 288.1).

Fratelli e sorelle, Galati 6:7 e 8, lo conoscete. Cosa ci dice questo sul giardino della nostra mente e sul raccolto che seminiamo? Galati 6:7-8, “Non v’ingannate, Dio non si può beffare, perché ciò che l’uomo semina, quello pure raccoglierà. Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà”cosa? “corruzione, ma chi semina per lo Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna”. Cosa vuol dire seminare per la carne? Significa acconsentire a far germinare i semi contenuti nella carne e, di conseguenza, sviluppare un carattere egoista. E se sviluppiamo un carattere egoista, questo è peccato. E qual è il salario del peccato? La morte. (Rom 6:23). Ma grazie a Dio, c’è un’alternativa. Dobbiamo seminare per lo Spirito. Come ci rifiutiamo di seminare per la carne? Leggo da Adventist Home, pagina 127: “Le passioni più basse risiedono nel corpo e operano attraverso di esso. Le parole “carne” o “carnale” o “desideri carnali” abbracciano la natura più bassa e corrotta, la carne da sola non può agire in modo contrario alla volontà di Dio”. Quindi, quando parliamo di questa carne, di cosa parliamo? Di questa roba qui? (Puntando alla carne sulla mano). No. Parliamo della natura più bassa e corrotta. Attenti, è strettamente collegata a questa roba. Ha sede nel corpo e opera per mezzo di esso. È tutto collegato col sistema nervoso, con il sistema ormonale, tutto, tutti i nostri appetiti e le nostre passioni sono intimamente collegate all’organismo in senso fisico. Ma carne non è sinonimo di organismo fisico. È la natura più bassa, corrotta. È la sfera mentale, dove quegli appetiti e quelle passioni diventano oggetto dei nostri pensieri. Quella è la carne. È la natura più degradata e corrotta. Ora, quando siamo consapevoli di queste tendenze degradate e corrotte, di questi appetiti e di queste passioni, cosa dobbiamo farne? Come dobbiamo comportarci? Ascoltate, continuo a leggere. “Ci viene detto di crocifiggere la carne, con le sue passioni e le sue concupiscenze (Gal 5:24). Come dovremmo farlo? Dovremmo infliggere dolore al corpo? No, ma mettere a morte la tentazione al peccato. Ogni pensiero corrotto deve essere espulso. Ogni pensiero deve essere sottomesso all’ubbidienza di Gesù Cristo (2 Cor 10:5). Tutte le propensioni animali devono essere soggette alle più alte facoltà della mente (AH 127.2).

E fratelli e sorelle, se eliminiamo quei pensieri corrotti, siamo condannati per averli avuti? No. Ma questo vuol dire di nuovo che quel pensiero corrotto non è condannabile? No. Qual è l’unico motivo per cui non siamo condannati per questo? L’espiazione ha il potere di coprirlo. Fa parte dell’inevitabile tara che abbiamo ereditato da Adamo.

Review and Herald 27 marzo 1888; “Ci sono pensieri e sentimenti suggeriti e coltivati da Satana che importunano anche gli uomini migliori, ma se non vengono accarezzati, se vengono repulsi, non contaminano l’anima e non corrompono nessun altro col loro influsso” (RH 27 marzo 1888, par. 15).

Parole di vita, pagina 52: “Ogni seme sparso produce frutto secondo la sua specie, e così avviene anche nella vita umana. Noi tutti dobbiamo seminare il seme della compassione, della simpatia e della carità, perché raccoglieremo quello che abbiamo seminato. Ogni atto di egoismo e amor proprio, di orgoglio o di rilassamento produrrà dei frutti corrispondenti. Chi vive per se stesso semina per la carne e dalla carne mieterà corruzione. (PV 52.5). Quant’è importante, fratelli e sorelle, che non seminiamo secondo la carne. Ora, per eredità naturale, nel giardino della nostra mente accogliamo solo i semi dell’egoismo o ci sono anche dei semi buoni? Ci sono anche dei semi buoni. Ascoltate. Mind, Character and Personality, pagina 144: “I figli ereditano le inclinazioni al male, ma hanno anche molti tratti amabili del carattere. Questi dovrebbero essere rinforzati e sviluppati, mentre le inclinazioni al male dovrebbero essere attentamente prevenute e represse (1MCP 144,4).

Ma ditemi, questo retaggio positivo, se vogliamo chiamarlo così – ricordate? il peccato ha deturpato e quasi cancellato l’immagine di Dio nell’uomo (PP 502.6), ma non l’ha, cosa? Non l’ha completamente cancellata – questo retaggio dell’immagine di Dio che è nel cuore dell’uomo è in grado di crescere floridamente in sé e per sé? No.

Ascoltate. Principi di Educazione cristiana, pagina 18: “Come per mezzo suo ogni essere umano ha vita, così per mezzo suo ogni persona riceve alcuni raggi della luce divina. In ogni cuore risiede non solo la capacità intellettuale ma anche quella spirituale, la percezione di ciò che è giusto e il desiderio del bene”. Avete sentito? “In ogni cuore risiede il desiderio del bene. Contro questi principi lotta, però, un potere contrario. Nell’esperienza di ogni persona si manifestano le conseguenze del primo peccato: c’è nella natura umana un’inclinazione al male, una forza alla quale noi, se non aiutati, non possiamo resistere. Per opporsi a essa e raggiungere quell’ideale che nel più profondo dell’anima sentiamo essere l’unico veramente nobile, dobbiamo ricevere l’aiuto unicamente da Gesù. La collaborazione con la sua potenza è il nostro più grande bisogno, e dovrebbe rappresentare quindi la mèta ultima di ogni sforzo educativo”. (PEC 18.1). Questi desideri di bene, fratelli e sorelle, che sono il retaggio dell’immagine di Dio nel cuore dell’uomo, non riescono a prosperare nel cuore, che è incline per natura a essere ricoperto di erbacce. Non ci vorrà molto che venga completamente infestato.

Leggo da Adventist Home, pagina 468: “I padri e le madri lasciano troppo spesso che i figli scelgano da sé i passatempi, i compagni e il proprio lavoro. Il risultato è proprio quello che ci si potrebbe logicamente aspettare. Lasciate un campo incolto e farà crescere spine e triboli. Non vedrete mai un bel fiore o un arbusto selezionato crescere da semi velenosi ed esecrabili. Rovi senza valore cresceranno lussureggianti senza pensieri né cure, mentre le piante di un qualche valore pratico o estetico richiedono attenzioni. Così è con i nostri giovani. Se si vogliono formare buone abitudini  e giusti principi, c’è un lavoro duro da fare. Se si vogliono correggere le cattive abitudini, per portare a termine il compito servono diligenza e perseveranza (AH 468.4).

Se vogliamo coltivare un bel carattere nel giardino della nostra mente, qual è l’unico mezzo per farlo? Con il sudore della fronte. Solo col sudore della fronte (Gn 3:19). Quel retaggio dell’immagine di Dio non può prosperare in modo naturale, ci vuole uno sforzo assolutamente diligente e, allo stesso tempo, una grazia che lo renda possibile. Ascoltate. Leggo da Amazing Grace, pagina 145: “…la grazia di Dio reprime l’egoismo innato nel cuore naturale” (AG 145.3). L’egoismo, cosa? Innato nel cuore naturale. L’egoismo è innato nel nostro cuore naturale. Ma cosa lo reprime? La grazia di Dio. Ma, fratelli e sorelle, possiamo aspettarci che la grazia lo faccia per noi, o che lo faccia con noi? Possiamo solo aspettarci che la grazia lo faccia con noi. Dio non si offre di farlo al posto nostro. Ci propone di metterci in grado di farlo da soli.

Leggiamo Romani 8:13 “Perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se per mezzo dello Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete”. Chi mette a morte le opere del corpo? Noi. Ma come? Per mezzo dello Spirito. Lo Spirito si offre di mettere a morte le opere del corpo per noi? No. Lo Spirito si offre di renderci capaci di mettere a morte le opere del corpo da soli.

Review and Herald, 4 gennaio 1881, “…dobbiamo ricordarci che i nostri cuori sono corrotti per natura e che, da soli, non siamo capaci di  seguire la retta via. È solo per la grazia di Dio unita ai nostri sforzi più sinceri che possiamo arrivare alla vittoria”. Come si arriva alla vittoria? Solo con la grazia? No, con la grazia unita ai nostri sforzi più sinceri. Con cosa? Col sudore della fronte. (Gn 3:19). “Custodisci il tuo cuore con – cosa? – con ogni cura”. Custodisci il tuo cuore con ogni cura (Pt 4:23). Fratelli e sorelle, ci vuole ogni cura perché il prodotto naturale del giardino della mente è l’egoismo e dobbiamo stare costantemente attenti alle erbacce. Giusto? Quanto ci vuole perché il vostro piccolo appezzamento di terreno abbia la meglio su di voi? Non molto affatto. È una lezione pratica. Tenetegli testa. Tenete testa al giardino della vostra mente.

Per quanto ne dovremo avere a che fare? Fino a che avremo un corpo santo.

Testimonianze vol. 4 pagina 496: “Il cuore umano ospita per natura egoismo e corruzione che si possono superare solo con la disciplina più accurata e con uno stretto controllo; eppure persino così ci vorranno anni di pazienti sforzi e di strenua resistenza” (4T 496.1).

Testimonies, vol.4, pagina 439 “…indossa l’armatura per combattere tutta la vita contro le tendenze ereditarie…” (4T 438.2). Per quanto tempo? Per tutta la vita. Perché? Perché non abbiamo un corpo santo e non possiamo mai fidarci della carne, perché la carne è piena di semi dell’egoismo.

Nel libro My Life Today, pagina 52, un libro di meditazioni, “Se si vuole combattere contro la natura egoista dell’uomo, bisogna andare avanti con costanza nel superare le tendenze ereditate e coltivate al male”. (ML 52.4). Con costanza.

Di nuovo, Counsels to teachers pagina 108: “La cura dell’anima, che purifica ed eleva i pensieri e dona fragranza a parole e ad azioni, richiede scrupolosi sforzi. Ci vuole pazienza per evitare che ogni movente malvagio si radichi nel giardino del cuore” (CT 108.3).

No, fratelli e sorelle, non c’è alcun corpo santo da questo lato della glorificazione. Sapete, è interessante che si siano sviluppate tecniche di giardinaggio in cui si usano solo sabbia e agenti chimici o segatura e agenti chimici, e non fanno assolutamente crescere erbacce, giusto? Non sarebbe bello… non sarebbe bello avete un giardino della mente che per natura non ci dia assolutamente nessun problema? Non vedo l’ora che arrivi quel momento. Ma nel frattempo, devo estirpare le erbacce. Estirpare, estirpare. E devo rifiutarmi di far germinare quei semi. No, non c’è un corpo santo, fratelli e sorelle. E anche se arrivassimo al punto di rifiutarci sistematicamente di far germinare, se arrivassimo al punto di sottomettere abitualmente e costantemente la nostra volontà alla signoria di Gesù Cristo da non cedere ai desideri della carne, nemmeno nei recessi più intimi del pensiero (Mt 5:28), saremmo senza peccato? No, non lo saremmo. Perché? Perché saremmo ancora peccatori per natura.

Permettetemi di leggervi una frase a cui ho fatto un riferimento veloce, ma che è una verità di vitale importanza. Acts of the Apostles, pagina 561: “Nessuno degli apostoli o dei profeti ha mai detto di essere senza peccato”. E cosa dice Giovanni tra l’altro? Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. (1 Gv 1:8). “Nessuno degli apostoli o dei profeti ha mai detto di essere senza peccato”. Tra l’altro Gesù poteva affermare di essere senza peccato? Assolutamente. Perché? Perché lo era in realtà, fratelli e sorelle, nel senso più pieno della parola. Ascoltate: “Nessuno degli apostoli o dei profeti ha mai detto di essere senza peccato”. Perché non hanno affermato di essere senza peccato? Perché peccavano volontariamente? No. Ascoltate, continuo a leggere: “Gli uomini che hanno vissuto più vicino a Dio, uomini che avrebbero sacrificato la propria vita piuttosto che commettere consapevolmente un atto sbagliato…” Cos’è questa? La perfezione del carattere. Ecco cos’è. “…Uomini che avrebbero sacrificato la propria vita piuttosto che commettere consapevolmente un atto sbagliato, uomini che Dio ha onorato con luce e potenza divina hanno confessato la loro natura peccatrice. Non hanno confidato nella carne, e hanno affermato di non avere alcuna giustizia in sé, ma si sono affidati pienamente alla giustizia di Cristo”. (AA 561.1). Nessuna fiducia nella carne. Perché? Perché riconoscono che è intrinsecamente peccatrice e egoista. Confessano la propria natura peccatrice. Confidano nell’elargizione della grazia per quella dimensione del problema del peccato contro cui non possono far nulla. E gioiscono del fatto che ora dunque non vi è, cosa? Alcuna condanna per coloro che sono cosa?- sono in Cristo Gesù, i quali non – cosa? – camminano secondo la carne ma – cosa? – secondo lo Spirito (Rom 8:1). Lode a Dio per l’elargizione della grazia.  

Bible Echoes, dicembre 1887: “Siamo peccatori di natura e quindi siamo obbligati a essere solerti e a pentirci” (ST 21 agosto, 1884, par.4). Fratelli e sorelle, Gesù Cristo ha mai dovuto essere solerte e pentirsi? Perché? Voglio leggere di nuovo questa frase. “Siamo peccatori di natura e quindi siamo obbligati a essere solerti e a pentirci”. Ci pentiamo non solo dei nostri peccati volontari, ma ci pentiamo di cosa? Della nostra natura peccatrice. Gesù si è mai pentito di una cosa del genere? Perché? Perché non aveva una natura peccatrice di cui doveva pentirsi. Avete notato l’aggettivo? Non aveva una natura peccatrice di cui doversi pentire. Ricordate le due dimensioni di cui abbiamo parlato negli studi precedenti riguardo la natura peccatrice e decaduta dell’uomo, le due dimensioni del problema? (Lezione 3). C’erano le debolezze innocenti e c’erano cosa? Le propensioni al peccato. Pensate a quelle cose. Gesù non aveva una natura peccatrice di cui doveva pentirsi. Ma possiamo dire in senso molto reale che si è fatto carico di cosa? Delle nostre debolezze e delle nostre infermità e in quel senso ha assunto cosa? La nostra natura peccatrice e decaduta. Riflettiamo insieme su queste cose. Le analizzeremo in futuro, ma voglio piantare dei semi nelle vostre menti in modo che analizziate e verifichiate, costantemente, queste cose. Non vi chiedo di accettarle solo perché le avete sentite. Verificatele.

Nel libro di meditazioni, The Faith I live by, pagina 91: “Vi rendete conto del vostro egoismo? Disprezzate il peccato? Allora ricordate che la giustizia di Cristo è vostra se la afferrate. Non vedete le salde fondamenta che sono sotto i vostri piedi se accettate Cristo? Dio ha accettato l’offerta di Suo Figlio come redenzione completa per i peccati del mondo”. (FLB 91.4). Che tipo di redenzione? Una redenzione completa. Per cosa? Per i peccati del mondo. Persino, fratelli miei, sorelle mie, per i peccati innati. Lodato sia il suo nome. Ci viene elargita grazia nella redenzione per il peccato innato. E se non cediamo a quelle tendenze al male ereditate, non siamo sotto condanna a motivo della preziosa grazia della redenzione. Preghiamo?

Padre celeste, se ci lasciassi incolti, saremmo irrimediabilmente sopraffatti da spine e triboli e rovi del peccato. Oh, Dio di grazia, ti preghiamo di non lasciarci incolti. Araci con l’aratro della verità, costi quel che costi, Padre. Frantuma il tappeto di erbacce che abbiamo per natura, e prepara i nostri cuori a ricevere i semi della verità. Poi innaffia quei semi col Tuo Spirito, in modo che possano germinare e radicarsi e portare il frutto di un carattere simile a quello di Cristo. Che la nostra volontà si conformi ai principi della Tua Parola, in modo che possa portare il frutto dello Spirito. (Gal 5:22, Gv 15:8). Signore, nel guardare nella prospettiva del mondo naturale in cui siamo per natura, siamo grati più che mai per i poteri soprannaturali del Mastro Giardiniere. Grazie per averci mandato Gesù. Aiutaci a cooperare con Lui ancora più attivamente e intelligentemente nel giardino della nostra mente in modo da portare il frutto dello Spirito e glorificarlo (Apocalisse 14:7), ora e per sempre, questa è la nostra preghiera nel Suo nome. Amen.